Milano, 17 luglio 2017 - Un agente delle Volanti accoltellato per fortuna in maniera lieve. E l'aggressore bloccato subito dalla polizia. Tutto è nato in piazza luigi di Savoia, dove si fermano e partono gli autobus per gli aeroporti. L'uomo, per motivi ancora da chiarire, ha iniziato a litigare con uno dei passeggeri in salita. Poi ha tirato fuori un coltello brandendolo minacciosamente. A quel punto, l'autista del mezzo ha chiuso le porte e chiamato la polizia. In quel momento, l'uomo è scappato verso piazza duca d'Aosta, ma è stato subito bloccato da una volante: nella colluttazione, il guineano ha sferrato una coltellata contro l'agente, ma per fortuna il giubbotto ha protetto il poliziotto 31enne; portato in ospedale, non è in pericolo di vita. L'uomo è stato arrestato.

Il fermato, un 28enne della Guinea (non 31enne come era stato detto in precedenza), è irregolare e aveva un ordine di espulsione emesso dal questore di Sondrio lo scorso 4 luglio e precedenti per lesioni, minacce, e resistenza a pubblico ufficiale. Una volta portato negli uffici di via Fatebenefratelli, l'uomo avrebbe urlato un frase del tipo "voglio morire per Allah", frase a cui gli investigatori non darebbero alcuna valenza, perché "pronunciata da una persona alterata con il solo scopo di attirare l'attenzione su di sé". Mentre proseguono gli approfondimenti investigativi sul 31enne, nelle prossime ore si capirà se lo stato di alterazione sia imputabile all'assunzione di stupefacenti o possa avere una causa di altra natura. Al momento l'ipotesi di reato contestata al 31enne è quella di tentato omicidio. L'aggressore ha almeno 5 alias; uno di questi è Mamodou Saidou, fornito in uno dei numerosi fermi che ha avuto. Dalle prime notizie filtrate è emerso che il guineano è in Italia da almeno un paio d'anni. Si sta anche controllando se avesse assunto droga.

In una nota, la polizia ha annunciato che il questore Marcello Cardona "ha dato disposizione di avviare tempestivamente le procedure identificative dell`arrestato in modo da procedere, al termine della pena detentiva, al suo immediato allontanamento dal territorio nazionale" e "di proporre gli operatori intervenuti per un riconoscimento premiale evidenziando, ancora una volta, le loro doti di poliziotti professionali e coraggiosi". Secondo quanto riferito, il questore di Milano ha ricevuto una telefonata dal capo della polizia, Franco Gabrielli, che "si è complimentato, con gli operatori intervenuti, per la professionalità e la padronanza delle tecniche operative evidenziate nel corso dell`intervento e per l'abnegazione e lo spirito di sacrificio dimostrati quotidianamente dagli uomini e dalle donne della polizia di Stato di Milano".

 

IL SINDACO SALA: "CONTROLLI UNICA SOLUZIONE" - "Non abbiamo soluzioni se non il controllo quotidiano e le forze dell'ordine stanno facendo la loro parte, anche rischiando ma ci sono. Dobbiamo andare avanti su questo punto di vista". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato a margine del Consiglio comunale l'aggressione. "È chiaro che è una responsabilità del Comune ma anche molto della Questura - ha aggiunto -. Ma il problema sta a monte perché questa persona, con un decreto di espulsione, era ancora in giro e gravitava su Milano. Il tema è complesso e ne parlerò con prefetto e questore, ma non ci sono altre soluzioni che quella di continuare a cercare di gestire un punto cruciale per Milano".  Per la stazione Centrale, "passa un milione di persone - ha aggiunto il primo cittadino - e io non ho mai detto che non dovesse essere rafforzato il controllo della sicurezza, anzi. Avevamo contestato allora - ha detto in riferimento al blitz delle forze dell'ordine di inizio maggio - la modalita' dell'intervento ma al contempo avevo detto che piu' che un intervento del genere serve il controllo quotidiano di tutti. Poi, ha concluso, la zona "certamente puo' essere resa piu' viva. Se ci fossero piu' presenze, piu' negozi, cosa che e' nell'interesse di grandi stazioni, va benissimo, ma intanto bisogna continuare così".

MARONI: "ESPULSIONI DI MASSA" - "L'immigrato della Guinea che ha ferito con un coltello un agente di Polizia alla stazione Centrale di Milano era sottoposto a decreto di espulsione dalla Questura di Sondrio, eppure girava libero e indisturbato sul nostro territorio. Esprimo solidarietà all'agente colpito e a tutte le Forze dell'ordine, che ogni giorno garantiscono la nostra sicurezza e ci difendono da questi pazzi criminali. Ora il Governo deve darsi una mossa: espulsioni di massa di tutti i clandestini". E' quanto ha scritto, sul suo profilo Facebook, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, commentando l'aggressione.

L'ASSESSORE ROZZA - "Ringrazio per il pronto intervento gli agenti di polizia che hanno fermato l'aggressore ed evitato che la situazione potesse diventare ancora più pericolosa. L'episodio di oggi rafforza la mia convinzione che stiamo operando nel modo giusto, con controlli costanti che non devono venire meno e semmai devono essere intensificati". Con queste parole, l'assessora alla Sicurezza del Comune di Milano, Carmela Rozza, ha commentato l'aggressione.  "Questi controlli - ha aggiunto l'assessora - sono necessari per identificare coloro che occupano l'area della stazione, in modo da poter distinguere delinquenti, persone irregolari e sfruttatori da chi sosta tranquillamente. Chi crea problemi deve essere allontanato, chi delinque deve essere arrestato e gli extracomunitari pericolosi devono continuare ad essere rimpatriati. Un impegno gravoso, possibile solo grazie alla continua presenza nella piazza di esercito, polizia, carabinieri e polizia locale che tengono costantemente la situazione controllata".

 

Polizia in Stazione Centrale a MilanoLE REAZIONI - Numerose le reazioni del centrodestra che segnalano un problema di sicurezza in zona. La leghista Simona Bordonali che è anche assessora alla Sicurezza della Regione Lombardia ha commentato: "Registriamo la seconda aggressione in pochi mesi ai danni di agenti delle forze dell'ordine. Non dobbiamo assolutamente sottovalutare l'accaduto. Il problema dell'immigrazione di massa sta affliggendo Milano e la Lombardia e rappresenta un notevole pericolo per la sicurezza". Solidarietà al poliziotto anche da parte di Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia: "Ancora un'aggressione in Stazione Centrale. E, ancora una volta, si tratterebbe di un immigrato, con ordine di espulsione, che armato di coltello ha ferito questa mattina un poliziotto. Nel giro di pochi mesi, abbiamo assistito anche ad altri episodi simili, purtroppo la sinistra che governa la città ha altre priorità a cui pensare. È questa l'accoglienza di cui tanto va fiera l'amministrazione Sala? Questa situazione è inaccettabile, la delinquenza e il degrado regnano sovrani in piazza Duca D'Aosta e dintorni. E spaventa attraversare queste zone, a qualsiasi ora del giorno. Al poliziotto ferito va la mia solidarietà". 

Polizia in Stazione Centrale a MilanoIl leader del Carroccio Matteo Salvini ha lasciato un chiaro commento sul suo profilo Facebook:  "'Voglio morire per Allah' ha urlato un immigrato africano, clandestino con precedenti, che aveva appena accoltellato un poliziotto in Stazione Centrale a Milano. Basta! Mano libera alle Forze dell'Ordine: pulizia e ordine ragazzi, gli italiani vogliono stare tranquilli e sono con voi".  Immediata la risposta del deputato del Pd Emanuele Fiano: "Prima di tutto la nostra solidarietà all'agente ferito a Milano, piena e fraterna. Ma la nota del segretario della Lega Nord Salvini è pericolosa, come sempre. A Salvini non interessa quello che è successo a Milano e perchè. A Salvini interessa spremere voti da qualsiasi incidente, se poi il paese con il suo partito al governo dovesse trasformarsi in un Far West, dove senza regole si puo' sparare comunque, amen, il tentativo di appiccare un incendio politico per Salvini vale qualsiasi cinismo".

Commenti anche dal Movimento 5 Stelle. Andrea Fiasconaro, capogruppo in Lombardia ha detto: "Chiediamo azioni concrete, il far west va avanti da troppo tempo. La Regione non ha competenze dirette sulla sicurezza ma Maroni abbia la decenza di finirla con le propaganda e l'annuncite e si confronti con la Prefettura e il Governo perché si occupino seriamente del problema". "Noi - ha spiegato - abbiamo avanzato le nostre proposte dopo il blitz della polizia a maggio in stazione Centrale chiedendo un presidio regolare delle forze dell'ordine nella zona e non soltanto blitz spettacolari una tantum. Ci sono diverse zone a Milano critiche per la sicurezza dei cittadini, ad esempio San Siro, Viale Padova, la stazione Centrale e altre che rischiano da tempo di finire fuori controllo". "E' più che mai urgente sbloccare risorse per le forze dell'ordine per un maggiore controllo e contrasto alla criminalità comune, all'immigrazione clandestina ed al degrado".

 

IL PRECEDENTE - Il 18 maggio, sempre in stazione Centrale, un altro uomo - questa volta un ventenne nato a Milano da madre italiana e padre tunisino - aveva ferito, sempre a coltellate, due militari dell'Esercito e un agente della polizia ferroviaria. L'aggressione era avvenuta di sera nel piano ammezzato della stazione durante un controllo di routine: gli agenti gli avevano chiesto i documenti e lui aveva subito estratto il coltello.