Milano, 14 settembre 2017 - Costretta a subire un rapporto sessuale. Violentata nell’androne di un palazzo. La vittima è un’adolescente straniera, aggredita in una zona centrale della città. Secondo le primissime informazioni (poche, considerato il comprensibile riserbo tenuto in queste ore dagli investigatori) e le voci raccolte nel quartiere, l’episodio sarebbe avvenuto nel tardo pomeriggio di lunedì: la giovanissima sarebbe stata adescata in strada con una scusa qualunque e poi aggredita. Un raid fulmineo. Dopo la fuga del pedofilo, la ragazzina ha trovato la forza di rialzarsi e di chiedere aiuto ai suoi genitori, che a loro volta hanno allertato le forze dell’ordine.

Del caso, delicatissimo visto che stiamo parlando di una minore, si stanno occupando gli agenti della Squadra mobile. Un aiuto determinante per le indagini potrebbe arrivare dalle immagini registrate in quei minuti dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona; una zona molto centrale, come dicevamo, e quindi coperta da parecchi occhi elettronici. Un aiuto che, invece, è purtroppo mancato nel caso della 81enne stuprata due settimane fa nel Parco Nord: nel punto in cui è avvenuta la violenza, non ci sono telecamere che hanno ripreso il momento dell’agguato o quantomeno l’arrivo o la fuga del balordo descritto come «nero di carnagione, tutto vestito di nero» dall’anziana vittima. Le speranze degli inquirenti di arrivare a catturare lo stupratore – di età probabilmente compresa tra i 30 e i 35 anni – sono legate soprattutto all’esito dei prelievi fatti con i tamponi e alla presenza di Dna da poter eventualmente comparare con altri profili genetici. Per chi non lo ricordi, la donna era stata aggredita alle 6.15 di martedì 28 agosto all’angolo tra via Pasta e via Sbarbaro, a due passi dal bosco di Bruzzano, mentre stava facendo la sua consueta passeggiata mattutina prima di recarsi in ospedale per il turno da volontaria in corsia. "Voglio te!", la frase pronunciata in un discreto italiano da quell’uomo che impugnava un coltello. «Ti do dei soldi, non farmi del male», la vana difesa della vittima. Poi la violenza.