Milano, 8 gennaio 2018 - Al Sacco sono aumentati del 10%, al Fatebenefratelli del 15% e al Buzzi, l’ospedale pediatrico, del doppio, il 30%: il boom degli accessi fotografa un weekend da tregenda nei pronto soccorso investiti dal picco montante di un’influenza virulenta in una popolazione non abbastanza vaccinata. E ovviamente non è un problema circoscritto all’Asst Fatebenefratelli-Sacco: dal 1° al 5 gennaio, spiegano dal 118, le strutture d’emergenza lombarde hanno ricevuto 2.698 pazienti più dell’anno scorso, con un incremento del 6%, e a Milano l’aumento è del 7,7%, con 1.373 pazienti in più. Le missioni delle ambulanze sono cresciute del 3%, con 85 mezzi trattenuti per più di tre ore. Segno, leggono gli addetti ai lavori che nelle feste hanno chiesto alle associazioni ogni ambulanza disponibile, che spesso non si trattava di vere emergenze, ma piuttosto di richieste d’assistenza che non avevano trovato risposta nei servizi territoriali, medicina di base e guardia medica. Anche le richieste al 118 che non hanno avuto bisogno di un’ambulanza sono aumentate.

Nel territorio dell’Ats Metropolitana la settimana scorsa risultavano in ferie sostituite (che si dichiarano solo quando ci si assenta per più di tre giorni lavorativi) il 9,8% dei medici di base e il 18,7% dei pediatri. Sono proprio i pronto soccorso pediatrici ad assorbire il contraccolpo più pesante (nell’ultima decade del 2017 non ce n’è uno in Lombardia che non abbia registrato almeno quattro giorni di fila d’iperafflusso). Al Policlinico, gli accessi al pronto soccorso pediatrico della De Marchi sono raddoppiati, con punte di 150 al giorno, e anche alla Mangiagalli i ricoveri di donne incinte colpite dall’influenza sono aumentati, spiega Giuseppe Torgano, medico al Ps generale di via Sforza. Lì fin da Natale l’afflusso è il 20% sopra lo standard, e «nel 40% dei casi si tratta di codici maggiori, gialli e rossi». L’incremento è legato alle conseguenze dell’influenza: «Questo virus è un po’ meno aggressivo rispetto a quello dello scorso anno è assai più contagioso, e nelle fasce più deboli, bambini, anziani e malati cronici, sono frequenti complicanze respiratorie che richiedono il ricovero».

I ricoveri dal pronto soccorso del Policlinico sono aumentati del 50%: da una media di 24 al giorno a 34, anche 37 al dì; un ritmo difficile da sopportare, anche con l’aggiunta, in accordo con la Regione, di 12 letti al piano di sopra e i posti messi a disposizione dalle Chirurgie e, nei casi meno gravi, da strutture per anziani in convenzione con l’ospedale. Anche perché, nel frattempo, i medici del pronto soccorso devono gestire anche un incremento dei codici minori: persone che si presentano in ospedale senza averne bisogno, perché non hanno cercato, o trovato, il proprio medico o la guardia. «I pazienti “fragili” dopo 24-48 ore di febbre fanno bene a venire in pronto soccorso - chiarisce il dottor Torgano -. Ma se gli altri fossero visitati, magari a domicilio, dal proprio medico che fornisce una prima terapia, per noi sarebbe già un grande aiuto».