Milano, 3 gennaio 2018 - Con 5047 specialità alimentari tradizionali censite sul territorio nazionale in Italia «abbiamo un patrimonio unico al mondo che grazie all’Anno del cibo potremo valorizzare ancora di più. Dopo Expo Milano, l’esperienza agroalimentare nazionale torna ad essere protagonista in maniera diffusa in tutti i territori. Credo perciò sia giusto dedicare l’Anno del cibo ad una figura come Gualtiero Marchesi, che ha incarnato davvero questi valori facendoli conoscere a livello internazionale». Così il ministro delle Politiche agricole, alimentari Maurizio Martina descrive gli obiettivi del 2018 proclamato «Anno nazionale del cibo italiano».

Arriva a pochi giorni dall’addio di Milano al grande «maestro» della cucina italiana, Gualtiero Marchesi, l’iniziativa di dedicargli «l’anno del cibo». Un altro omaggio alla figura di Marchesi che come hanno ricordato nomi importanti della ristorazione italiana da Sadler a Santin, ha «restituito dignità alla professione del cuoco». E che nella sua lunga vicenda professionale ha fatto della ricerca sulle «materie prime» il suo obiettivo principale. Grazie anche al patrimonio unico di specialità che abbiamo. «Non si tratta - precisa il ministro Martina - di sottolineare solo i successi economici di questo settore che nel 2017 tocca il record di export a 40 miliardi di euro, ma di ribadire il legame profondo tra cibo, paesaggio, identità, cultura. Lo faremo coinvolgendo i protagonisti a partire da agricoltori, allevatori, pescatori, cuochi. Lo faremo dando avvio al nuovo progetto dei distretti del cibo». I «distretti del cibo», previsti dall’ultima Legge di Bilancio, sono realtà che uniscono imprese agricole, agroalimentari e sociali per fare rete nello sviluppo del territorio. L’obiettivo è quello di promuovere l’integrazione delle filiere anche con le attività commerciali di prossimità e la crescita della sostenibilità.