Lodi, 2 novembre 2017 - La battaglia dei sindaci contro la Regione. Sono 23 i comuni del Lodigiano, insieme a 36 del Pavese, quelli che hanno deciso di ricorrere al Tar contro la delibera della Giunta Maroni, approvata l’11 settembre scorso, che ha alzato di 200 volte i limiti degli idrocarburi presenti nei fanghi utilizzati in agricoltura. Per i concimi, che escono dai depuratori fognari e finiscono subito nei campi coltivati, dove crescono cereali e verdure, il valore soglia è passato infatti dagli attuali 50 milligrammi per chilo (decisi da una sentenza della Corte di Cassazione del gennaio 2017) a 10.000. Troppo secondo gli amministratori locali, perché per legge, se si superano i 500 milligrammi, la destinazione deve essere una discarica di rifiuti tossici. Una novità che sarebbe una beffa soprattutto per la Provincia di Lodi che, dopo lo scandalo Cre spa, finita nel mirino della Procura di Milano a luglio 2016 per spandimento illecito di fanghi agricoli, (vicenda giudiziaria conclusa pochi mesi fa con una raffica di patteggiamenti e la confisca di 3 milioni di euro) era stato il primo ente a imporre un limite stringente sulla quantità di idrocarburi nei fanghi.

Una possibilità del genere potrebbe così permettere lo spargimento dei fanghi degli impianti della Cre di Meleti e Maccastorna, rimasti stoccati dal momento del sequestro. "Daremo un appoggio politico alla battaglia legale che coinvolge un terzo dei nostri Comuni – spiega il presidente della Provincia, Giuseppe Russo –. Ci sono circostanze che dovranno essere chiarite. Non si può alzare così tanto la soglia per una sostanza notoriamente nociva per l’uomo". L'istanza, che verrà presentata entro il 17 novembre, ha come promotore lodigiano il Comune di Lodi Vecchio, che ha raccolto le adesioni di Bertonico, Brembio, Camairago, Casaletto, Castelnuovo, Castiraga, Cavacurta, Cervignano, Cornegliano, Corno Giovine, Crespiatica, Fombio, Graffignana, Casalpusterlengo, Merlino, Orio Litta, Ossago, Pieve, San Martino in Strada, Somaglia e Tavazzano. Pronte a sostenere il ricorso sono anche San Rocco al Porto e Livraga. "Siamo stati i primi a portare in Consiglio un ordine del giorno per contrastare la scelta della Regione – dice il sindaco di Lodi Vecchio, Alberto Vitale –. La scelta della Regione è un attacco frontale all’ambiente, all’agricoltura e alla salute dei cittadini». Pronti alla battaglia legale anche gli esponenti dell’associazione Stati generali dell’ambiente del Lodigiano: «Siamo convinti che il Tar darà ragione ai Comuni".