Premana (lecco), 2 ottobre 2014 - Ha dell'incredibile l’episodio avvenuto domenica a Premana dove un bambino di 12 anni è rimasto leggermente ferito da alcuni pallini sparati da un fucile da caccia. Su quanto accaduto stanno indagando i carabinieri al fine di stabilire la dinamica dell’incidente ed eventualmente individuare il responsabile. Dal Comando provinciale dell’Arma spiegano che «l’episodio è stato segnalato dopo il ricorso al Pronto soccorso di Lecco dove le ferite riportate dal bambino sono risultate superficiali, non gravi, e con una prognosi di tre giorni per la guarigione». I militari non hanno però trascurato l’episodio.

«Si è proceduto a controlli nelle abitazioni dei cacciatori residenti nella zona: non è stato individuato il responsabile ma un cacciatore è stato denunciato per possesso illecito e il fucile da caccia in questione è stato sequestrato». «Nel corso delle indagini si è stabilito con la quasi totale certezza che le due ferite riportate dal bambino alla gamba e alla spalla sono riconducibili a dei pallini o a delle schegge provocate dai pallini che hanno colpito gli scalini di pietra dove il 12enne era seduto. Né sul corpo del bambino né nella zona dell’incidente sono stati rinvenuti pallini da caccia». Si tratta di un episodio grave, come dimostra la pronta risposta dei carabinieri, anche perché le conseguenze avrebbero potuto essere assai più serie. Risulta infatti che il ragazzo era all’esterno di una baita nella zona di Mosnico con il fratellino di soli due anni. I bambini erano in zona con i loro famigliari e appena accaduto il fatto il dodicenne si è rivolto proprio ai genitori, che immediatamente lo hanno soccorso e trasportato all’ospedale «Manzoni» di Lecco doveè stato medicato verificando che nelle ferite alla spalla e alla gamba non fossero rimasti frammenti di pallini o schegge di pietra.

Per fortuna non sono rimasti colpiti gli occhi di uno dei due fratellini, in quel caso le conseguenze avrebbero potuto essere gravissime. Saranno i carabinieri ha dover trovare una risposta a quanto avvenuto, si tratta chiaramente di un’indagine molto difficile da portare avanti visto che non vi sono molti elementi da utilizzare per procedere nelle verifiche. Potrebbero comunque venire indicazioni importanti dai cacciatori della zona che sono stati sentiti. La vicinanza tra le zone di caccia e alcuni cascinali rappresenta indubbiamente un problema per la sicurezza delle persone.

stefano.cassinelli@ilgiorno