Merate (Lecco), 13 gennaio 2018 - Accerchiata, insultata e malmenata. I malati in attesa al pronto soccorso dell’ospedale di Merate, nel Lecchese, si rivoltano. E scatta l’aggressione. Vittima, un’infermiera di 43 anni in servizio a Mandic. Accade tutto durante il turno di notte, nei giorni scorsi. La sala d’attesa è affollata: pazienti e loro parenti aspettavano una visita da almeno una decina di ore, mentre l’unico medico di guardia si occupava prima dei casi più urgenti. Quando l’infermiera è uscita, per avvisarli che avrebbero dovuto aspettare ancora per curare prima i più gravi, una mezza dozzina di persone l’ha circondata. L’infermiera è stata insultata e minacciata, qualcuno l’ha pure spintonata e le ha messo le mani addosso. Per evitare che la situazione degenerasse sono dovuti intervenire i carabinieri. Fortunatamente nessuna ferita, ma un enorme spavento. L'infermiera aggredita non è stata ferita, mentre chi l'ha aggredita è stato identificato.

Ma non è finita qui. All’Alessandro Manzoni di Lecco, che fa parte della stessa Asst di quello di Merate, una operatrice socio-sanitaria di 46 anni della Cardiologia riabilitativa si è invece sentita male al lavoro, dopo che la sua caposala, tra l’altro il giorno del suo compleanno, le ha cancellato d’ufficio le ferie per coprire l’assenza di una collega ammalata senza averla nemmeno consultata. La oss è svenuta quando ha letto l’ordine con il richiamo in servizio, anzi i richiami in servizio in blocco, perché avrebbe dovuto effettuare 7 turni, rinunciando a tutte le vacanze programmate. È stata soccorsa da alcuni infermieri e accompagnata al Pronto soccorso, dove i medici hanno effettivamente certificato lo stato di malessere psico-fisico dovuto anche alle condizioni di lavoro.

«Adesso basta, non si può andare avanti così, ne va della salute e dell’incolumità degli operatori sanitari e dei pazienti – commenta Massimo Coppia della Uil Fpl del Lario -. È ora di finirla con gli straordinari, i richiami, gli ordini di servizio e di lasciare soli gli operatori sanitari. I cittadini hanno diritto ad essere assistiti da professionisti messi nelle condizioni di curarli in sicurezza. Se la situazione non cambierà ci rivolgeremo all’Ispettorato del lavoro». «Sappiamo che stiamo chiedendo molto ai nostri operatori, lo facciamo per il bene dei pazienti; li ringrazio i per l’impegno – spiega il direttore generale dell’Asst di Lecco Stefano Manfredi –.In merito ai due episodi stiamo facendo tutte le verifiche».