Colico (Lecco), 23 gennaio 2017 – Dalle fredde steppe russe a Colico, sulle sponde del Lario, un viaggio di 6 o 7mila chilometri, probabilmente anche di più. Li ha percorsi in volo un piviere orientale, un piccolo trampoliere che nidifica in Siberia, ma anche in Alaska, e solitamente migra per svernare in Africa, nel Sud est dell'Asia, oppure in Nuova Guinea, in Australia o sulla Pacif coast degli Stati Uniti d'America, ma in Italia. Si tratta quindi di un avvistamento estremamente raro. Probabilmente il volatile ha smarrito l'orientamento oppure ha dovuto cambiare rotta per sopravvivere all'ondata di gelo che sta investendo il Nord Europa.

A notare e identificare l'uccello sono stati gli appassionati del Cros, il Centro ricerche ornitologiche Scanagatta di Varenna, coordinati da Lionello Bazzi. Distinguerlo dal più consueto piviere dorato, abituato al Bel paese, non è stato semplice, ma tra fotografie con il teleobiettivo e pazienti osservazioni col binocolo ormai non sussistono più dubbi. Si tratta proprio di piviere orientale, noto anche come pluvialis fulva per gli addetti ai lavori e i naturalisti di professione. II soci e i simpatizzanti del Cros hanno anche raccolto diversi campioni da cui poi si riuscirà ad analizzare il dna del pennuto venuto da lontano. Gli esami verranno svolti dai ricercatori del laboratorio ZooPlantLab della Bicocca di Milano che avranno anche il compito di stabilirne il sesso. 

Quando l'uccello è stato visto per la prima volta è parso molto debilitato, in molti si sono così offerti di nutrirlo, nonostante, come spesso purtroppo succede in simili casi, diversi fotografi, per spingerlo a spiccare il volo per immortalarlo con le ali spiegate gli abbiano lanciato sassate per spaventarlo. In ogni modo la dieta somministrata è servita a rimetterlo in forze, il volatile si è completamente ristabilito e ora ha ripreso il suo viaggio per migrare verso la sua destinazione.