Como, 20 dicembre 2017- E' diventato un caso nazionale l’ordinanza anti accattonaggio in vigore in città da venerdì scorso. Mentre una task force dei vigili prosegue con multe e controlli, monta il dissenso e si moltiplicano gli appelli al sindaco Mario Landriscina perché revochi il provvedimento. “Como senza frontiere”, l’associazione che il 28 novembre subì l’incursione del Fronte Veneto Skinheads, ha organizzato per sabato un «bivacco solidale» di fronte al porticato della chiesa di San Francesco, dove domenica i volontari dell’associazione WelCom erano stati allontanati dagli agenti della municipale mentre offrivano latte caldo ai senzatetto. «È necessario riscattare la rispettabilità e la reputazione della città di Como ferita dall’ordinanza del sindaco, che colpisce i poveri impedendo loro non solo di essere nel centro, ma addirittura di essere sfamati dai volontari e dalle volontarie che di loro si occupano, viste le mancanze e l’incapacità delle istituzioni», spiega la portavoce, Annamaria Francescato

«Che vergogna essere additati nuovamente nella stampa nazionale e internazionale come Città dei Balocchi ma senza carità e solidarietà – prosegue – a causa di un provvedimento violento perché attacca i più deboli, ingiusto perché pensa solo alla città delle vetrine e non a quella delle persone, inutile perché commina sanzioni economiche inesigibili da persone disperatamente povere. Chiediamo al sindaco di ritirare l’ordinanza contro i poveri». La Cgil ha già annunciato la sua presenza e alla manifestazione potrebbero esserci anche gli altri sindacati, la sinistra e le associazioni di volontariato. «L’ordinanza del sindaco Landriscina è fatta per colpire i poveri e non la povertà – ha denunciato l’altra sera all’inizio della seduta del consiglio comunale Maurizio Traglio, capogruppo del centrosinistra, che la primavera scorsa aveva sfidato il sindaco al ballottaggio – Un conto è il racket dell’accattonaggio che va combattuto, un altro è scatenare una guerra contro i poveri come fossero cose e non persone da nascondere sotto al tappeto per non turbare le festività natalizie».

Pronta a mobilitardi anche l’avvocatessa bolognese Cathy Dalla Torre, della segreteria nazionale di Sinistra Italiana, disposta a sostenere i cittadini comaschi in un ricorso al Presidente della Repubblica. «Solo il cittadino di una città può opporsi e fare ricorso contro l’ordinanza emessa dal suo sindaco. Invito tutti i comaschi a una sorta di class action da promuovere contro questi provvedimenti che non risolvono i problemi, ma semplicemente colpiscono categorie fragili come i senza tetto». Nell’attesa da ieri mattina i volontari sono tornati a servire le colazioni ai clochard di fronte alla chiesa di Sant’Orsola, appena fuori dalla zona del centro protetta dall’ordinanza del sindaco. La vigilia di Natale si ritroveranno di fronte al Broletto con il cantautore Filippo Andreani per cantare «El purtava i scarp del Tennis», la canzone di Enzo Jannacci mai come in questo caso inno di protesta.