Como, 6 settembre 2017 - Anno scolastico  nuovo, problemi vecchi. Come in un film visto mille volte a Como le scuole sono a corto di professori, specie nelle materie scientifiche e nel settore dell’accompagnamento.

All’appello mancano una settantina di prof di matematica e oltre 200 insegnanti di sostegno, così salvo miracoli difficilmente martedì prossimo i ragazzi potranno contare sul monte ore completo. Nella migliore delle ipotesi molti di loro dovranno abituarsi a supplenti che potrebbero anche cambiare nel corso dell’anno. Uno degli effetti indesiderati del decreto sulla Buona Scuola varato un paio di anni fa dal Governo Renzi che consentì a migliaia di precari di entrare in ruolo, senza tener conto del fatto che poi avrebbero chiesto di trasferirsi vicino a casa.

Se a ciò si aggiunge che la provincia di Como, poco servita dai mezzi di trasporto e con scuole sparse un po’ ovunque sul suo territorio, non è in cima alle preferenze dei prof si comprende come mai molte cattedre sono vuote e sembrano destinate a esserlo ancora a lungo. Venerdì alla Magistri Cumacini sono stati convocati tutti i docenti presenti nelle graduatorie a esaurimento, per cercare di convincerli a coprire i posti vacanti accettando contratti a termine. La questione non è più in mano al Provveditorato, ma alle stesse scuole che hanno delegato la contrattazione a due tra i loro dirigenti più esperti, Vincenzo Iaia del Melotti di Cantù e Silvana Campisano del Caio Plinio.