Ogni tentativo di rianimare l’uomo, originario dell’Ucraina, si è rivelato purtroppo inuti
Ogni tentativo di rianimare l’uomo, originario dell’Ucraina, si è rivelato purtroppo inuti

Somma Lombardo (Varese), 3 agosto 2020 - Ancora un tuffo fatale nel Ticino, la tragedia ieri a Somma Lombardo, vittima un uomo di 36 anni, Ihor Moskaliuk di origine ucraina, il cui cadavere è stato recuperato nel pomeriggio dai sommozzatori dei vigili del fuoco. L’allarme con la richiesta di soccorsi è stato lanciato intorno alle 12, quando l’uomo non è più riemerso dalle acque del fiume, diventate una trappola. Sul posto sono arrivati i soccorsi dell’Areu, l’elisoccorso, i vigili del fuoco con il personale specializzato per interventi in acqua, per le ricerche si è alzato in volo anche l’elicottero Drago da Malpensa. Per ore le squadre hanno operato scandagliando il fiume, purtroppo le operazioni si sono concluse nel peggiore dei modi con il ritrovamento del corpo senza vita del bagnante a 5 metri di profondità.

Purtroppo il Ticino già in troppi casi si è trasformato in una trappola mortale con i suoi mulinelli e le correnti pericolose, una situazioni a rischio che tuttavia non scoraggia quanti in estate affollano le sponde e in cerca di refrigerio non si negano un tuffo, nonostante i cartelli ben visibili che ricordano il divieto. La sponda varesina del Ticino è molto frequentata, ci sono aree verdi ideali per pic nic, quindi tante le famiglie che la raggiungono per trascorrere la giornata in completo relax, ma per l’intero tratto i tuffi sono vietati.

Ieri , probabilmente il caldo afoso ha spinto alcuni bagnanti a tuffarsi nonostante il divieto, l’ucraino ha avuto la peggio, forse vittima di un improvviso malore, non è più riemerso. A ricordare la pericolosità del fiume è il sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria: "Ci sono i cartelli che indicano il divieto che va rispettato – dice – lo ripetiamo da anni che il Ticino è pericoloso, per i mulinelli e le correnti, quindi dopo questa tragedia rinnovo l’appello a rispettare quel divieto".

Un appello ancora più necessario nei prossimi giorni quando sicuramente aumenteranno i bagnanti lungo la sponda del fiume, che si trasforma con ombrelloni e sedie a sdraio nella spiaggia vicino a casa, probabilmente di questi tempi più frequentata rispetto agli anni passati. “ Siate prudenti, godetevi la bellezza dell’area verde – dice ancora Bellaria – ma niente bagni nel Ticino". Alla fine di giugno a Sesto Calende il fiume aveva inghiottito un giovane egiziano: il ragazzo, sedicenne, era arrivato con un gruppo di amici, si era tuffato e non era più riemerso. Venerdì scorso invece sono state le acque del Lago di Lugano, a Porto Ceresio a restituire cadavere un uomo di 47 anni, marocchino, anche per lui fatale il tuffo. Ieri ancora una tragedia, nel Ticino.