Laura Prati, il sindaco di Cardano al Campo morta nel luglio 2013 (Newpress)
Laura Prati, il sindaco di Cardano al Campo morta nel luglio 2013 (Newpress)

Cardano al Campo, 3 marzo 2015  - Un risarcimento di "un euro per ogni cittadino", pari a una somma di circa 15mila euro "da devolvere in beneficenza". È la richiesta avanzata dal Comune di Cardano al Campo, parte civile nel processo con rito abbreviato davanti al gup di Busto Arsizio a carico dell'ex vicecomandante della polizia locale Giuseppe Pegoraro, che il 2 luglio del 2013 sparò al sindaco della cittadina, Laura Prati, morta dopo venti giorni in ospedale.

Le parti civili intervenute oggi hanno chiesto che l'imputato venga condannato a pagare risarcimenti per una cifra totale di circa 100mila euro. Oltre al Comune di Cardano al Campo, oggi hanno parlato i legali di Costantino Iametti, all'epoca vicesindaco di Cardano al Campo, rimasto ferito nella sparatoria, della Cgil e di due agenti di polizia contro i quali Pegoraro sparò durante la fuga. I legali dei familiari di Laura Prati, anche loro parti civili, avanzeranno le loro richieste nella prossima udienza, il 31 marzo, quando è previsto anche l'intervento del difensore di Pegoraro, l'avvocato Maria Grazia Senaldi.

Il legale del Comune di Cardano al Campo, l'avvocato Giuseppe Candiani, oggi ha chiesto quindi come risarcimento una "cifra simbolica" per "portare avanti le attività di Laura Prati e organizzare attività a favore della cittadinanza". L'ex vicecomandante della Polizia locale avrebbe fatto irruzione nell'ufficio del sindaco, sparando al sindaco e al suo vice, a causa del rancore per essere stato sospeso dal servizio in seguito a una condanna per peculato. Dopo il blitz l'uomo gettò un fumogeno artigianale nella sede della Cgil di Cardano al Campo, fuggì in auto e fu arrestato dalla polizia dopo un'altra sparatoria. Nella scorsa udienza il pm di Busto Arsizio Nadia Calcaterra aveva chiesto la condanna all'ergastolo.