Gino Stefani
Gino Stefani

Samarate (Varese), 9 apriel 2019 - Il musicologo Gino Stefani, tra i pionieri della semiotica della musica a livello internazionale, docente di semiologia della musica nell'epoca gloriosa del Dams di Bologna di Umberto Eco, è morto domenica scorsa all'ospedale Nuovo Regina Margherita di Roma all'età di 89 anni.

Nato a Samarate, in provincia di Varese, il 2 ottobre 1929, è stato uno dei maggiori studiosi della musica popolare e della musica religiosa. Ha insegnato musicologia all'Institut catholique di Parigi (1968-71), ai conservatori di
Pesaro, L'Aquila, Parma e all'Università di Macerata. Dal 1977 è stato titolare della cattedra di semiotica musicale (disciplina di cui è stato uno dei primi cultori in Italia) all'Università di Bologna e poi a Roma e dal 1985 di metodologia dell'educazione musicale all'Università di Bologna. Era presidente dell'Università Popolare di MusicArTerapia dell'università di Tor Vergata di Roma, che ha fondato nel 2000 con Stefania Guerra Lisi. Tra i suoi saggi più importanti si segnalano: "Musica barocca: poetica e ideologia" (1974); "Capire la musica" (1978); "Semiotica della musica" (1985); "Il segno della musica: saggi di semiotica musicale" (1987); "Musica: dall'esperienza alla teoria" (1998); "La parola all'ascolto" (2000); "Il corpo matrice di segni" (2010); "Pratiche e metodi della MusicArTerapia nella globalità dei linguaggi" (con S. Guerra Lisi, 2014).