In chiesa con un’accetta. Dà fuoco al presepe e scatena un incendio

Trentenne maghrebino distrugge le canne dell’organo di Villastanza poi getta liquido infiammabile sulla Natività. Danni per migliaia di euro.

In chiesa con un’accetta. Dà fuoco al presepe e scatena un incendio
In chiesa con un’accetta. Dà fuoco al presepe e scatena un incendio

"Era in chiesa con un’accetta in mano e ci è rimasto per oltre venti minuti: prima è salito dove c’è l’organo e ha spaccato le canne, poi è sceso, come se fosse intento in un rituale e ha iniziato a girare attorno all’altare, pare pronunciando frasi sconnesse, poi ha accumulato cuscini e quello che ha trovato, da un contenitore che aveva in tasca ha buttato liquido infiammabile sul presepe e gli ha dato fuoco". È questa la ricostruzione degli oltre venti minuti che, in preda a un raptus di follia, un trentenne magrebino residente a Parabiago ha trascorso nella chiesa di Villastanza. Ricostruzione fatta da chi ha avuto occasione di visionare le immagini delle telecamere di sicurezza installate tempo fa, dopo i primi furti avvenuti nella stessa chiesa.

L’uomo, vestito con una tunica bianca con un cappuccio, si era già fatto vedere in zona un paio di giorni fa: "Parlava da solo, imprecava proferendo parole sconnesse, minacce – spiegano i testimoni –. Alle 13 e 15 circa è entrato al bar, con l’accetta in mano, e qui abbiamo cominciato a preoccuparci. È rimasto poco, poi è uscito e si è diretto verso la chiesa, entrando da una porta laterale". E qui la ricostruzione viene fatta a partire delle immagini delle telecamere interne: i gravi danni all’organo del ’600, i lunghi 23 minuti trascorsi senza che nessuno, fortunatamente, entrasse nella chiesa, e poi, infine il rogo del presepe. Dopo essersi allontanato, confermano i testimoni, l’uomo ha fatto anche un’altra tappa nel bar a pochi passi dalla chiesa – subito evidente l’odore di alcol o combustibile – mentre il fumo cominciava ad uscire dalla porta principale e dal campanile. Poi l’intervento dei carabinieri, che hanno fermato l’uomo a trecento metri di distanza. Il maghrebino è stato quindi portato al comando della polizia locale di Parabiago ed è stato interrogato a lungo dalle forze dell’ordine per l’intero pomeriggio. Posto in stato di fermo. Fuori dalla chiesa della frazione parabiaghese sono arrivati i vigili del fuoco che hanno spento l’incendio all’interno dell’edificio, portando fuori le tavole di legno su cui era appoggiato il presepe e alcune panche che avevano preso fuoco. Non si conosce la stima dei danni procurati dall’insano gesto, ma si parla di decine di migliaia di euro a causa del fumo che ha anche annerito il soffitto rovinando completamente gli affreschi.

"Un fatto gravissimo", è la reazione del consigliere regionale leghista Silvia Scurati (di Bareggio). "Un gesto di una violenza inaudita che avrebbe potuto portare a conseguenze peggiori – continua – visto che il fumo ha invaso l’intero edificio a pochi giorni dalle celebrazioni del Natale. Sarebbe questa l’integrazione di cui tanto si parla la sinistra? Giù le mani dai nostri simboli cristiani, dalla nostra storia e dai nostri valori".

Dello stesso tenore il commento di un altro esponente leghista lombardo, Fabrizio Cecchetti, che lo definisce "un episodio grave, inquietante, soprattutto per la sua valenza simbolica oltre che distruttiva, su cui auspico venga fatta rapida e totale chiarezza". Per il sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi "è stato un attacco vile e incivile. I parabiaghesi di Villastanza sono stati privati del proprio luogo di culto, proprio ora poi che è Natale".