Idrocarburi, amianto. La mappa dei veleni

Interventi di bonifica in corso nelle province alpine e prealpine lombarde per risolvere l'inquinamento da ex siti industriali. Bonifiche a Como, Lecco, Sondrio e Brianza per eliminare contaminanti come idrocarburi, metalli e amianto.

Idrocarburi, amianto. La mappa dei veleni

Lo stabilimento Safilo di Vercurago, nel Lecchese, prima della sua demolizione

Lecco, Como e Sondrio sono le tre province dell’area alpina e prealpina lombarda interessate dagli interventi di bonifica dei suoli degli ex siti industriali. Buone notizie dunque per gli abitanti di Vercurago, nel Lecchese, costretti a convivere da anni con l’ex fabbrica Safilo. Qui l’attività industriale riguardava la produzione di acceleranti per la vulcanizzazione della gomma e di manufatti in cemento-amianto. L’inquinamento del sito che ne è conseguito riguarda i suoli, in particolare per la presenza di idrocarburi, metalli, policlorobifenili – dalla tossicità che può arrivare agli stessi livelli della diossina – e amianto.

L’intervento di bonifica, previa analisi del rischio, prevede la rimozione di hot-spot e la messa in opera di un rivestimento di segregazione per l’area con presenza di rifiuti e la messa in sicurezza permanente della restante area attraverso l’impermeabilizzazione delle superfici. È inoltre previsto il monitoraggio delle acque di falda.

A Como si interverrà sul condominio Annunciata di via Torriani. Una palazzina a uso residenziale per cui sono risultati contaminati da idrocarburi i suoli e la falda a seguito della fuoriuscita da serbatoi interrati per uso domestico. L`intervento di bonifica prevede la messa in sicurezza della zona delle cantine e il monitoraggio della falda a lavori finiti.

A Sondrio tocca invece all’ex Cotonificio Fossati. Una zona industriale dismessa da tredici anni e rimasta in attività per oltre un secolo. Qui infatti, a partire dalla fine dell’Ottocento e fino al 2011, si è svolta un’attività di filatura e lavorazione tessile. Decenni di produzione che oltre a dare occupazione hanno anche contaminato i suoli con metalli, idrocarburi e presenza di rifiuti.

E nell’elenco non manca la Brianza. In particolare all’interno dell’ex Relub di Bovisio Masciago – dove a partire dagli anni Cinquanta fino al 1993 si è svolta attività meccanica e di trattamento termico di carpenteria – risultata contaminata da idrocarburi, ammine aromatiche e rame. L’analisi di rischio ha, appunto, escluso il rischio per la salute umana: ci sono stati superamenti delle soglie di sicurezza solo a carico dei metalli. Occhi puntati anche sull’area Fratelli Re di Schiantarelli. Stabilimento adibito alle lavorazioni di cromatura, ramatura, argentatura e verniciatura di parti metalliche che ha lasciato tracce di cromo e idrocarburi nei terreni; e sull’ex Snia di Cesano Maderno, discarica abusiva cessata prima del 1980 dove sono presenti rifiuti solidi di vario genere classificabili come pericolosi e non pericolosi e fusti di stoccaggio e deposito combustibili.