Hospital del Circolo. I camici verdi argentini promossi a pieni voti dai pazienti varesini

La squadra di undici professionisti dal Sud America arrivata a dicembre per rinforzare gli organici alla Asst Sette Laghi ha superato la prova "Hanno dimostrato grande competenza e senso di responsabilità".

Hospital del Circolo. I camici verdi argentini promossi a pieni voti dai pazienti varesini

Hospital del Circolo. I camici verdi argentini promossi a pieni voti dai pazienti varesini

Tre mesi dopo è tempo per un primo bilancio per quella che è stata una sperimentazione a livello lombardo partita da Varese per rispondere al problema attualissimo della mancanza di personale nel mondo della sanità. A dicembre 2023 entravano in servizio negli ospedali di Asst Sette Laghi undici infermieri provenienti dal Sud America, Argentina e Paraguay i due Paesi coinvolti. L’esperienza ha avuto un riscontro positivo, e quindi si replica: è in arrivo un secondo gruppo di sette infermieri sempre dal Paraguay.

E per questo ha parlato di buoni risultati anche il direttore generale di Asst Sette Laghi Giuseppe Micale. "Gli infermieri hanno dimostrato non solo un livello di competenze sovrapponibili a quella dei colleghi italiani – spiega – ma anche grande spirito di adattamento e senso di responsabilità. Tengo a ringraziare i colleghi che li hanno accolti e quelli che li hanno aiutati a perfezionare la loro formazione in Italia: non era scontato riscontrare questa collaborazione e questo clima di fiducia. I nostri professionisti hanno capito che stiamo cercando di superare questa fase difficile per la sanità, che stiamo dando il massimo per assumere rinforzi e che questa iniziativa è una via ulteriore per reclutarli, sempre con attenzione alla sicurezza e alle competenze".

Aspetto sottolineato anche da Aurelio Filippini, presidente di Opi Varese: "L’accoglienza dei colleghi italiani è stata ammirevole". Sia per il primo che per il secondo gruppo di infermieri sudamericani l’entrata in servizio negli ospedali varesini avviene in seguito all’ottenimento del nulla osta per l’ingresso in Italia e dopo aver frequentato un corso di formazione specifico della durata di un mese, organizzato dalla Cooperativa Gulliver, che li ospita anche per la durata del corso in attesa che trovino degli alloggi.

Tra le altre realtà coinvolte ci sono anche il Comune di Varese, la Prefettura per il percorso di regolarizzazione dei nuovi arrivati, l’ufficio scolastico territoriale e il Cpia (Centro per l’istruzione degli adulti) che hanno contribuito alla formazione. Nell’incontro in cui è stato fatto il bilancio del progetto erano presenti anche due infermieri sudamericani: Cynthia Noemi Gonzalez Romero e Rodolfo Jara Laguardia. Il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello ha sottolineato il ruolo della Prefettura e il fatto che l’iniziativa è già uscita dai confini provinciali, essendo stata presa a modello dall’assessore al welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso.

"Ritengo che si tratti di un vanto per Varese poter ospitare un progetto così innovativo e coraggioso, in particolare per la capacità di fare rete che ancora una volta la nostra città sta dimostrando", ha osservato il consigliere comunale di Varese con delega alla sanità Guido Bonoldi, che ha avuto un ruolo cruciale nel progetto recandosi di persona in America Latina.