Il saluto di Massimo Allievi: per lui 95 giorni in ospedale a Saronno
Il saluto di Massimo Allievi: per lui 95 giorni in ospedale a Saronno

Saronno (Varese), 30 giugno 2020 - Ha vinto la sua lotta contro il Covid-19. L’ha fatto con una dura, lunga e difficile battaglia che ha visto accanto a lui il personale dell’ospedale di Saronno. Ed è proprio per ringraziare medici e infermieri, ma soprattutto uomini e donne, che gli sono stati vicini in un momento tanto difficile e tanto lungo che il saronnese Massimo Allievi ha deciso di raccontare la sua storia. Al momento il paziente, ormai quasi del tutto guarito, si trova ricoverato in un’altra clinica per l’ultima tappa del suo percorso che l’ha visto lottare contro il coronavirus per 95 giorni, probabilmente la degenza più lunga dell’intera struttura di piazzale Borrella che ha ospitato anche malati arrivati dalla Bergamasca e dall’Emilia Romagna. Classe 1961, Massimo si tiene in contatto con amici e familiari ancora tramite messaggi, "perché fa fatica a parlare ed ha poca voce". E del resto usa ancora l’ossigeno per respirare meglio.

La malattia l’ha provato e debilitato: "Per due volte mi hanno dato per morto – racconta con la soddisfazione di chi non ha mai mollato ed è riuscito a superare una prova difficilissima - mi hanno messo il casco e mi hanno intubato". La sua testimonianza, semplice e schietta, racconta la dura lotta alla malattia: "Ho fatto due mesi di coma, quando mi sono svegliato ero pieno di fili, drenaggi, catetere e ventilatore. Mi sembrava di essere una macchina". Una situazione davvero difficile da cui il saronnese è uscito lentamente: "Venivo tracheo aspirato e bronco aspirato, poi pian piano è iniziata la ripresa che continua fino a oggi perché ancora ho problemi di respirazione". I primi passi dal letto alla porta della sua stanza sono arrivati dopo oltre 95 giorni. Lo scorso fine settimana è stato dimesso dall’ospedale di Saronno per iniziare un percorso in una clinica specializzata con l’obiettivo di raggiungere una completa riabilitazione per la quale ci vorrà almeno un mese. Ma proprio alla fine della parte più difficile, quando sembra che il peggio sia ormai alle spalle, ha tenuto a raccontare la sua storia soprattutto per esprimere i propri ringraziamenti: "A tutti i medici, gli infermieri e tutto il personale dei tre reparti che ho cambiato in questa lunga degenza: la Terapia intensiva, la Rianimazione e il terzo piano il Covid 1. Tutti sopra il pronto soccorso dove sono stato seguito e curato. Sono stati tutti molto professionali e soprattutto molto umani".

Una storia che ricorda quella di Giuseppe Alfano, il pensionato di Trapani che a febbraio era venuto in Lombardia con la moglie per trascorrere un po’ di tempo con figli e nipoti. Ben presto il lockdown li aveva bloccati a casa della famiglia della figlia a Lazzate. L’uomo aveva contratto il coronavirus ed era stato anche lui ricoverato all’ospedale di Saronno. Per lui la fase critica era durata solo una decina di giorni ma aveva dovuto attendere gli esiti di otto tamponi, restando in una stanza del presidio sanitario di Saronno 73 giorni prima di fare ritorno a casa dai propri cari prima a Lazzate poi finalmente a Trapani. La speranza è che anche la dura lotta del 59enne Massimo Allievi si possa presto concludere con un rapido ritorno a casa e alla vita di sempre lasciandosi alle spalle questa lunga odissea.