Emma Marrone gira un videoclip al cimitero, polemica a Busto Arsizio: “Non è un palco”

Sui social le proteste dei cittadini, e c’è chi propone una petizione per oscurare il video. L’assessore: “Garantito il rispetto della privacy”

Emma Marrone

Emma Marrone

È polemica a Busto Arsizio dopo la pubblicazione del videoclip con Emma Marrone che canta nel nuovo singolo di Fabri Fibra, "In Italia 2024", girato all’interno del cimitero cittadino davanti alle arcate in cemento dell’ala che risale agli anni settanta. Sui social ieri molti cittadini hanno espresso il loro disappunto per la decisione dell’amministrazione di concedere l’autorizzazione per le riprese. "Non è stato rispettato il luogo sacro".

E qualcuno ha proposto una raccolta di firme per oscurare il video. Non è mancata qualche voce che invece ha apprezzato, "bello, ottimo, grande Emma". Ha replicato ieri l’assessore al Personale con delega ai cimiteri Mario Cislaghi: "Non è stato facile prendere questa decisione che è in capo a me e al sindaco, la società che ha realizzato il video ha garantito il rispetto del luogo come la privacy e così è stato. L’ala nuova del cimitero, che risale agli anni ’70, è stata scelta per la particolare architettura, testimonianza dello stile definito “brutalismo” che caratterizza molti edifici nel territorio italiano, quindi la scelta artistica del cimitero cittadino dovrebbe essere un vanto per la città, ma non condividere non deve però essere motivo per gli insulti, mentre i giovani apprezzano".

"E’ un camposanto non un palco" ha scritto una cittadina, "spero che questo scempio sparisca presto"."Non vedo il problema" è invece il pensiero di un cittadino che ha ricordato i precedenti film girati nei cimiteri. E sull’accusa per non aver rispettato la sacralità del luogo, Cislaghi replica: "La mancanza di rispetto che addolora è quella causata dai furti, da quei soggetti che offendono la memoria dei defunti e il dolore dei familiari con le loro razzie alle tombe, ma presto installeremo le telecamere".

Intanto ieri al cimitero è comparso uno striscione contro il sindaco con la A degli anarchici e la scritta in vernice rossa "Antonelli vattene". Chi l’ha esposto non ha certo avuto rispetto del camposanto "usato" per propaganda.