Marco Petrillo
Marco Petrillo

Varese, 4 aprile 2020 - Centinaia di anziani ospiti nelle case di riposo, operatori che da un mese lavorano senza sosta per scongiurare il contagio da coronavirus, senza aver ricevuto alcun aiuto dalla sanità pubblica. La denuncia arriva dal presidente dell’Unione nazionale istituti e iniziative di assistenza sociale della provincia di Varese Marco Petrillo. "Si sta azzerando un’intera fascia di età della popolazione e noi non possiamo accettarlo", ha spiegato, "in provincia di Varese, su 46 strutture per anziani, il 15% è in difficoltà per il contagio accertato di ospiti e dipendenti", nonostante che "dal 24 febbraio scorso si sia cercato autonomamente e in ogni modo di impedire al coronavirus di entrare nelle strutture, ma lo abbiamo fatto da soli". Secondo il presidente Uneba "è evidente il grande limite del sistema sanitario territoriale", il quale ha preso in carico le Rsd "dopo quaranta giorni a partire dall’emergenza".

A Busto Arsizio, ad aver patito moltissimo è stata la casa di riposto La Provvidenza, dove 400 persone hanno lottato contro il coronavirus senza poter capire chi e quanti fossero i positivi, nonostante tre deceduti a causa del virus e trenta casi sospetti, più tre operatori. Lo stesso è accaduto a Lonate Pozzolo, dove a morire sono state 12 persone, con 30 sospetti contagi tra ospiti e operatori. "Da questa settimana", ha proseguito Petrillo, "finalmente Ats ci ha preso in carico, sono stati promessi tamponi e una conference call ogni martedì, ma di fatto la rete territoriale ha dimostrato di non esserci". Secondo il dirigente "la prospettiva non è rosea, spiace vedere l’imbarazzo di Regione Lombardia, ma sia le case di riposo che le Rsd, dove i disabili adulti forse sono messi anche peggio, devono ricevere il supporto necessario".

«Quando l’emergenza sarà finita, ci sarà molto di cui parlare", perché la privatizzazione della sanità "va considerata, dato che nessuno degli ospedali privati viene citato nelle conferenze stampa, non si sa cosa stiano facendo". L’importante, in definitiva, è arrivare a una reale contezza dei contagi che, stando a quanto accade nelle case di riposo e dalle segnalazioni di cittadini e medici di base, pare essere ormai sfuggita al controllo delle autorità sanitarie.