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Un cervello in fuga. Dalla Palestina all’impresa con il Nepal

Quanto mai appropriata la definizione del "calcio senza confini" quando si parla di Vincenzo Alberto Annese, quarantuno anni il prossimo...

Calcio, lo sport nazionale

Calcio, lo sport nazionale

Quanto mai appropriata la definizione del "calcio senza confini" quando si parla di Vincenzo Alberto Annese, quarantuno anni il prossimo 22 settembre. Un “cervello“ in fuga o forse, a dirla esageratamente, il “Magellano del pallone“. Ce ne sono tanti in Italia, calciatori dilettanti o tecnici avventurieri che mollano il Belpaese e cominciano a girare in ogni angolo del pianeta. C’è chi è stato in Bangladesh e chi, come il brianzolo Fabrizio Cesana, ha appena firmato per il Congo. Il curriculum del tecnico pugliese è una vera è propria cartina geografica: nella sua breve parentesi da calciatore (molto sfortunato) ha trascorso giornate sui campi di periferia a lottare in mediana tra Martina Franca, Altamura, Termoli e Mestre, prima che gli infortuni lo costringessero allo stop anticipato al punto da obbligarne il ritiro ad appena 23 anni. Poi è iniziata un’altra avventura, in panchina: dal Belize alla Bielorussia, passando per l’Estonia, l’Armenia, la Thailandia, l’Indonesia, il Kosovo, il Ghana, la Lituania, il Kosovo e anche l’India (con due campionati vinti). Quindi il Nepal fino all’Afghanistan. Parla russo, inglese e spagnolo. E studia francese. Nessun procuratore, solo amici fidati lo accompagnano nelle varie, nuove esperienze. Dal Baltico al Caucaso, poi Africa, Medio ed Estremo Oriente, Balcani, America centrale, il subcontinente indiano, il Sudest asiatico e ora Kabul. Realtà, problematiche e culture differenti dove insegnare il suo calcio (4-3-3 il suo modulo preferito), divertirsi e conoscere. Inseguendo il sogno chiamato pallone.

G.M.

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