Tutto sulla seconda stella. Inter, il diktat di Marotta: "Non sediamoci adesso”. Zhang rassicura Inzaghi

Il presidente in video alla festa di Natale invita a continuare sulla strada intrapresa. Sotto l’albero potrebbe già esserci il rinnovo di contratto di Lautaro Martinez. A gennaio possibile l’innesto di Tiago Djalò o di un esterno se Cuadrado si opererà.

Inter, il diktat di Marotta: "Non sediamoci adesso". Zhang rassicura Inzaghi

Inter, il diktat di Marotta: "Non sediamoci adesso". Zhang rassicura Inzaghi

A distanza di qualche mese dall’inizio della stagione, l’obiettivo primario non è cambiato. C’è una conferma nei fatti, prima che nelle parole. Giocatori come Lautaro Martinez che disputano tre gare su sei dal 1’ in Champions League, anche con la qualificazione ancora in bilico come a Salisburgo, sono il segnale chiaro di una preferenza verso il campionato, quello che se conquistato darebbe diritto a mostrare sul petto la seconda stella.

L’aver schierato una squadra priva del capitano e di Barella tra i titolari, marte scorso, ha fatto piovere sul capo di Inzaghi qualche critica persino da una piazza che non può che essere contenta dell’avvio di stagione. I nerazzurri sono primi in campionato, con migliore attacco e miglior difesa del torneo; hanno centrato con largo anticipo l’accesso agli ottavi di finale di Champions League, sebbene con un secondo posto nel girone che quasi certamente porterà a un sorteggio complicato. Un rischio calcolato, messo sul piatto dallo stesso Inzaghi nel post-partita di Inter-Real Sociedad: "L’obiettivo è arrivare in forma fino a giugno", ha detto, il che significa richiamare in panchina anche Thuram dopo un’ora di fuoco e fiamme, tra i pochi e tenere il ritmo degli indiavolati spagnoli.

Il giorno dopo la serata europea, i nerazzurri hanno festeggiato con la cena di Natale, tutti invitati tra squadra maschile e femminile con il contorno di qualche vip ma senza il presidente Zhang, che ha parlato attraverso un video-messaggio in cui ha confermato che "la strada intrapresa è quella giusta", quasi a voler confermare che non c’è rammarico per il primo posto sfumato in Europa e che ad oggi conta molto di più avere in mano quello della Serie A. Lo stesso Marotta si è congratulato con la squadra, pur invitando a "non sedersi dopo quanto fatto finora".

I volti dei giocatori e del tecnico, all’entrata della location scelta a Milano, erano molto più distesi rispetto al triplice fischio del giorno prima. Alla Champions si penserà a febbraio e per qualche minuto soltanto lunedì prossimo, al momento del sorteggio. Il resto sarà campionato e magari mercato, se ci sarà modo di intervenire, come i dirigenti hanno spiegato a Inzaghi anche in queste ultime ore. Sicuramente verrà perfezionato il rinnovo di Lautaro Martinez fino al 2028, magari già entro Natale o poco più in là. Poi sarà la volta di Barella e Dimarco, se verrà trovato un punto d’incontro anche di Dumfries, che rispetto ai compagni non ha però un accordo di massima con la dirigenza (offerti 4 milioni annui rispetto ai 5 richiesti). Un eventuale intervento per rafforzare la rosa sarà invece subordinato soprattutto alle condizioni di Cuadrado, che finora ha sempre rimandato un’eventuale operazione al tendine d’Achille, ma continua a convivere col dolore e a gennaio potrebbe cedere all’ipotesi di andare sotto i ferri e fermarsi a lungo. Qualora così fosse bisognerebbe provare a cogliere un’occasione a gennaio. Da tempo ad Ausilio piace Tajon Buchanan, 24enne canadese del Bruges. L’estate scorsa costava circa 20 milioni di euro, cifra che l’Inter potrebbe spendere anticipando il mercato estivo e giocando con la formula (un po’ come si fece con Gosens nel 2022), ma ora in Inghilterra lo danno nell’orbita del Manchester City per 50... Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di anticipare l’acquisto di Tiago Djalò, che non rinnoverà col Lille l’accordo in scadenza a giugno, si è praticamente promesso all’Inter e potrebbe liberarsi in anticipo per pochi milioni di euro. Conseguentemente Darmian diventerebbe il “backup“ di Dumfries e non più quello di Pavard in difesa.