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1 giu 2021
cristiana mariani
Sport
1 giu 2021

Osaka, Hingis e Capriati: i ritiri eccellenti nella storia del tennis

Quello della tennista giapponese fuori dal Roland Garros per depressione è l'ultimo di una serie di nomi illustri

1 giu 2021
cristiana mariani
Sport
epa09025514 Naomi Osaka of Japan holds the trophy after winning the women's singles final against Jennifer Brady of the United States on day 13 of the Australian Open tennis tournament at Rod Laver Arena in Melbourne, Australia, 20 February 2021.  EPA/JAMES ROSS  AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT
Naomi Osaka con il trofeo agli Australian Open
epa09025514 Naomi Osaka of Japan holds the trophy after winning the women's singles final against Jennifer Brady of the United States on day 13 of the Australian Open tennis tournament at Rod Laver Arena in Melbourne, Australia, 20 February 2021.  EPA/JAMES ROSS  AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT
Naomi Osaka con il trofeo agli Australian Open

Naomi Osaka e le altre: la storia del tennis è costellata di esempi di atlete che hanno dovuto pagare dazio alla pressione di una disciplina che non perdona. Una disciplina nella quale il lavoro e il talento pagano, ma nella quale se si vogliono raggiungere i vertici mondiali bisogna troppo spesso sacrificare gran parte della propria vita. 

L'addio di Naomi Osaka

"Che mi ritiri è la cosa migliore per il torneo, per gli altri giocatori e per la mia salute, in modo che tutti a Parigi possano tornare a concentrarsi sul tennis". Naomi Osaka, tennista giapponese numero 2 al mondo, ha affidato ai social network la spiegazione del motivo per il quale ha deciso di ritirarsi dal Roland Garros. "Non sono mai voluta essere motivo di distrazione e ammetto che la tempistica che ho scelto non è ideale e che il mio messaggio sarebbe potuto essere più" prosegue. Non un vezzo, non un capriccio da star, ma un malessere vero è quello che ha portato l'atleta 23enne a decidere di ritirarsi da quello che è di fatto il torneo più importante del mondo. Osaka era già stata multata e minacciata di squalifica per non essersi presentata in conferenza stampa, ma oggi è la stessa tennista a spiere di aver sofferto di "lunghi attacchi di depressione dagli Us Open del 2018 ed e' stata dura gestirli". "Vivo momenti d'ansia prima di parlare con i media. Divento davvero nervosa e trovo stressante provare sempre a fornire le risposte migliori" aggiunge. 

L'enfant prodige: Martina Hingis

Già nel nome era scritto il suo destino: Martina. Dichiaratamente come la Navratilova. Martina Hingis è sempre stata quella che può a buon diritto essere considerata una predestinata. Anzi, una bimba allevata per diventare una campionessa di tennis: prende in mano prima la racchetta che la penna e a quattro anni partecipa al primo torneo della sua vita. A quattordici anni debutta nel circuito di tennis professionistico. E dopo otto anni di vittorie ecco lo stop. Il primo ritiro, al quale pochi anni dopo seguirà il secondo e definitivo. Il motivo? Le eccessive pressioni di un ambiente che da lei si aspettava solo una cosa: vincere.

Il precedente illustre: Jennifer Capriati

Osaka e Hingis si sono fermate prima, chi invece ha toccato il fondo per poi riuscire a risalire è stata prima di loro un'altra stella luminosissima del tennis femminile mondiale. Ovvero l'americana Jennifer Capriati. A soli sedici anni Jennifer Capriati è una tennista osannata in tutto il mondo. Tutti sono ai suoi piedi e le vittorie arrivano a pioggia. Ma i successi sportivi non corrispondono alla felicità personale. Tanto che il suo rapporto tormentato con il padre e la pressione dettata proprio dall'impatto col mondo professionistico di un'atleta così giovane la gettano in una spirale fatta di reati e dipendenza della droga. E a diciassette anni arriva anche un arresto per scippo. Impossibile pensare che una celebrità del suo calibro lo avesse fatto per necessità.  Dopo quindici mesi di inattività e di riabilitazione, prima psicologica e poi fisica, ecco il grande ritorno sui campi da tennis. Un ritorno fatto di alti e bassi, con numerose ricadute e tanti momenti bui. Un ritorno che certifica l'uscita di Jennifer Capriati dal tunnel solo nel 2000, cinque anni dopo l'inizio della spirale autodistruttiva. L'americana poi continuerà a giocare per altri tredici anni. Il ritiro è infatti datato 2013.

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