La favola in riva al lago. Da Longo alla ”rivoluzione Fabregas”. Il Como adesso ha il passo delle big e la promozione non è solo un sogno

Dopo un avvio di stagione sottotono i lariani si sono portati al terzo posto solitario a suon di risultati utili. Il sorprendente cambio in panchina ha dimostrato la volontà della proprietà indonesiana di puntare in alto.

Da Longo alla ”rivoluzione Fabregas”. Il Como adesso ha il passo delle big e la promozione non è solo un sogno

Da Longo alla ”rivoluzione Fabregas”. Il Como adesso ha il passo delle big e la promozione non è solo un sogno

Il terzo posto solitario del Como, può risultare sorprendente, anche alla luce dei numerosi cambiamenti di allenatori, giocatori e moduli. Dopo 15 giornate è un po’ presto fare dei bilanci, ma si è visto non solo nelle dichiarazioni, ma anche nei fatti, la voglia di puntare alla Serie A, della società indonesiana, che ricordiamo essere la più ricca, di tutto il panorama calcistico italiano. La famiglia Hartono nelle prime due stagioni al Como, ha testato l’ambiente, la città e i tifosi, ma questa stagione anno schiacciato il piede sull’acceleratore, tramite il loro braccio destro in Italia Mirwan Suwarso e il Ceo Dennis Wise.

La stagione è iniziata dove era finita quella precedente, con mister Moreno Longo in panchina e la conferma del gruppo storico del campionato precedente, con il nuovo portiere Semper e l’acquisto in difesa di Barba e Curto e a centrocampo di gente di Serie A come Verdi, Kone e Abildgaard. Longo all’inizio ha voluto cambiare modulo giocando la prima disastrosa partita contro il Venezia, persa 3 a 0, con il 4-3-3.

La partita dopo si è tornati al 3-5-2 e dopo il pareggio con la Reggiana, i lariani hanno inanellato 4 vittorie consecutive, che hanno portato il Como nei piani alti della classifica. Le sconfitte con Parma e Cremonese hanno per,ò probabilmente, allarmato la dirigenza azzurra e Longo è finito nel mirino e nonostante le vittorie con Catanzaro e Ascoli, l’allenatore è stato esonerato. Le motivazioni parlano di un Como redditizio ma poco spettacolare, che non piace alla proprietà comasca. Nessuno si aspettava un esonero così clamoroso con la squadra quarta in classifica e il contemporaneo annuncio della promozione in prima squadra di Cesc Fabregas, che fino a quel momento aveva diretto solo 10 partite della primavera. Lo spagnolo prende in mano la squadra durante la pausa della nazionale e rivoluziona il gioco di squadra, obbligando a giocare con partenza dal basso e verticalizzazione verso le punte.

I risultati ottenuti al momento danno ragione a Fabregas, con due vittorie e un pareggio su tre partite disputate, ma lo spettacolo si è visto ben poco, con una difesa rocciosa che ha preso solo due gol nelle ultime sei partite. Fabregas sta cercando di dare un’impronta, con tutto quello che ha appreso dai suoi allenatori come Guardiola, Wenger, Sarri, Conte, Del Bosque, alla ricerca sia della qualità del gioco che dei risultati. Lo spagnolo non avendo il patentino potrà allenare per 30 giorni, poi diventerà il secondo di Marco Cassetti, anche se poi sarà lui il vero allenatore.

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