Vigili del fuoco
Vigili del fuoco

Sondrio, 6 novembre 2018 - Da 26 anni è un vigile del fuoco precario, uno di quelli che vengono impropriamente chiamati volontari, e dal 2012 veniva chiamato frequentemente, anche otto volte all’anno. Ora si ritrova a essere cancellato dalle liste, senza più possibilità di lavorare e vedendosi cancellate, o quasi, le speranze di diventare un vigile del fuoco permanente. Carlo, 45 anni compiuti l’anno scorso, è solo uno dei quasi 200 pompieri precari della provincia di Sondrio protagonisti di questa storia, una storia di disinformazione che costerà molto ai diretti interessati.

«Qualche giorno fa – spiega Carlo – ho ricevuto la telefonata dell’ufficio amministrativo del Comando provinciale di Sondrio, mi hanno comunicato che sono stato cancellato dalle liste dei vigili del fuoco volontari e non verrò quindi più chiamato a lavorare». Il motivo? È presto detto. Una norma del 2014 prevede che gli ex militari, al raggiungimento dei 45 anni di età, non possano più far parte delle liste dei precari, a meno che sei mesi prima non presentino formale richiesta. Una norma, però, che in pochi conoscono, e sono quasi 200 solo in provincia di Sondrio gli “eliminati” dall’elenco, una lista che per loro significa lavoro, e spesso il solo mezzo di sostentamento. «La cosa più assurda – continua Carlo – è che la mia cancellazione sarebbe dovuta scattare a ottobre del 2017, quando ho compiuto 45 anni, ma da allora sono stato richiamato a lavorare altre quattro volte».

Un aspetto, questo, che potrebbe permettere al vigile del fuoco volontario di presentare ricorso, con la speranza di poter quindi tornare al lavoro, anzi, a quella che per molti è davvero una missione oltre che un impiego. «Una situazione inconcepibile – commenta Marco Paganoni dell’organizzazione sindacale Usb Vvf Sondrio –. Perché i diretti interessati non sono stati avvisati che avrebbero dovuto presentare una richiesta formale per poter restare vigili del fuoco precari? Non ci si può aspettare che tutti conoscano nei dettagli un decreto lungo e complesso. Il problema è che al Comando provinciale c’è una cronica carenza di personale amministrativo, e l’Ufficio del personale non riesce quindi a seguire i lavoratori come dovrebbe». «C’è certamente un concorso di colpa da parte del responsabile del personale, che dovrebbe ricordare certe norme ai lavoratori – afferma poi Costantino Saporito, del coordinamento nazionale Usb Vvf –. La norma purtroppo esiste, si può impugnare il provvedimento di cancellazione dalle liste, ma la strada è in salita».