Christian e Federick Scaramella in un'immagine tratta da Facebook
Christian e Federick Scaramella in un'immagine tratta da Facebook

Samolaco (Sondrio), 1 marzo 2019 - Si terrà domenica, alle 15, presso la chiesa di San Pietro, a Samolaco, il funerale di Federik Scaramella, il 17enne che ha perso la vita domenica scorsa durante una escursione in motoslitta in Svizzera, nella regione di Cima di Barna, sopra Mesocco. La notizia è arrivata al termine degli esami autoptici effettuati dalle autorità elvetiche sulla salma del giovane che, dopo la funzione, verrà cremata. Il padre del ragazzo – studente dell’Istituto Leonardo da Vinci di Chiavenna - Christian Scaramella, artigiano 45enne, è invece ancora ricoverato all’ospedale di Bellinzona dove verrà sottoposto ad un intervento chirurgico. L’uomo – che viaggiava sulla motoslitta insieme al figlio - nel terribile incidente, ha infatti riportato varie fratture, in particolare ai polsi, con i quali si è aggrappato disperatamente al veicolo riuscendo a scampare alla morte.

Dopo il tragico incidente, il prefetto di Sondrio, Giuseppe Mario Scalia in una nota inviata al presidente del consorzio di Starleggia, Mario Scaramella, ha ribadito come l’utilizzo delle motoslitte in montagna debba essere limitato ai possessori dei relativi permessi e che «la mancanza del rispetto del regolamento e l’imperversare di queste scorribande «ludiche» devono cessare: in primis per evitare che incidenti simili capitino ancora, in secondo luogo perché la montagna e la sua fauna vanno rispettate ed è noto che le motoslitte sono inquinanti, rumorose e possono provocare slavine, mettendo in pericolo chi d’inverno frequenta queste zone con le ciaspole o gli sci d’alpinismo». A porre l’accento sulla sicurezza in montagna anche il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio, Fabio Molinari: «Questa terribile disgrazia ci invita a riflettere sulla necessità di non correre inutilmente rischi che, a volte, possono costare carissimi: non dobbiamo pensare che incidenti ed altre situazioni drammatiche capitino sempre agli altri perché così non è. Anche se calcolato, anche se affrontato con l’ingenuità di un ragazzo, il rischio non si può mai escludere in determinate circostanze. Il nostro compito ora è quello di ricordare Federik e stringerci idealmente attorno alla sua famiglia, perché percepisca in qualche modo il calore del nostro affetto e non si senta sola in un dolore che penso sia impossibile descrivere».