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15 mar 2022

Energia e guerra bloccano il turismo, ma lo sci prova a resistere

Rischio di chiusure anticipate, dopo gli anni della pandemia le stazioni sciistiche ora devono fare i conti anche con i rincari

In Trentino si sta pensando di chiudere gli impianti ad inizio aprile
In Trentino si sta pensando di chiudere gli impianti ad inizio aprile
In Trentino si sta pensando di chiudere gli impianti ad inizio aprile

L’annunciata possibile chiusura anticipata degli impianti in Trentino fa tremare l’economia di montagna. Chiusura degli impianti prima di Pasqua? Difficile in Valmalenco, impossibile a Livigno. Il clamoroso aumento delle tariffe dell’energia elettrica sta mettendo in ginocchio tante famiglie italiane e tantissime attività commerciali che sono sull’orlo della chiusura o che comunque risultato fortemente penalizzate.

Guerra e speculazione hanno fatto lievitare i prezzi di carburante e energia. Tra le attività maggiormente penalizzate da questi aumenti c’è sicuramente quella degli impianti di risalita che, in molti casi, hanno visto triplicate le spese per poter far funzionare funivie, seggiovie e ski lift. In Trentino si sta pensando di chiudere gli impianti ad inizio aprile, senza attendere Pasqua, proprio per evitare ulteriori costi. Ma come è la situazione in provincia di Sondrio? Siamo andati a tastare il polso alla Valmalenco e a Livigno. "I costi sono insostenibili – dice Franco Vismara, Ad della FAB (Funivie Al Bernina) -, dal 2019 ad oggi sono addirittura triplicati. La bolletta del dicembre 2019 è stata di 100mila euro, quella del dicembre 2021 si è attestata sui 300mila euro. Capisco la decisione presa da alcune località del Trentino di chiudere anticipatamente la stagione, può darsi che abbiano ragione loro. Tra un paio di settimane faremo anche noi delle riflessioni, i costi di gestione solo altissimi, e vedremo se sia il caso di chiudere in anticipo. Vedremo, quel che è certo è che la situazione non è per nulla facile. Il flusso turistico è stato buono, perlomeno fino alla scorsa settimana, ma di certo non tanto da compensare gli enormi aumenti dei costi". A Livigno invece il mese di aprile è strategico, da sempre, e quindi gli impianti rimarranno aperti perlomeno fino a Pasqua e, presumibilmente, fino alla fine del mese di aprile.

"Per noi aprile è un periodo molto interessante dal punto di vista turistico, con la presenza sulle piste di parecchi turisti stranieri – dice Marco Rocca, Ad del Mottolino di Livigno -, non ce la sentiamo di chiudere in anticipo e di rovinare, diciamo così, in qualche modo la stagione. Anche dal punto di vista dell’immagine, noi ad aprile terremo aperto gli impianti per i nostri clienti. In Trentino è diverso. La neve comincia a scarseggiare e ad aprile lavorerebbero parecchio solo nelle festività di Pasqua, un periodo breve. Credo che in alcune località del Trentino abbiano fatto questi conti e deciso di conseguenza. I costi per l’energia sono altissimi anche per noi, non c’è dubbio, le spese sono triplicate ma ribadisco che noi terremo aperti per tutto aprile o perlomeno fino a dopo Pasqua e, probabilmente, chiuderemo i battenti, come previsto, il 1 maggio".

Fulvio D’Eri

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