Maximilien Scarì,  titolare della sala scommesse Eurobet in via Mazzini a Sondrio
Maximilien Scarì, titolare della sala scommesse Eurobet in via Mazzini a Sondrio

Sondrio - "Avevano i passamontagna calati sul volto, quel tipo di passamontagna con la chiusura a slip che, spesso, indossano i motociclisti. Non auguro a nessuno di vivere quegli interminabili secondi che ho vissuto io quel giorno con le pistole puntate contro di me per chiedermi i soldi contenuti nella cassa".

Per la prima volta, al di là del racconto che ha ovviamente reso ai poliziotti delle Volanti e della Squadra Mobile della questura di Sondrio, che indagano sulla rapina da 2mila euro messa a segno nei giorni scorsi nella sua sala scommesse di via Mazzini 69 a Sondrio, parla l’esercente Maximilien Scarì, 37 anni. Non ha avuto la sensazione di avere già visto - per il fisico, non certo per il volto travisato - all’interno della sua attività, in passato, i due malviventi che l’hanno rapinata con grande freddezza ? "Secondo me - la risposta del titolare della Eurobet - almeno uno dei due, in passato, è stato cliente della mia sala. Sono entrati in azione, infatti, a un orario in cui conoscevano le abitudini della clientela, ossia quando non c’era quasi mai nessuno. Ecco c’era quel signore lì, ancora presente ora...Se fossero stranieri ? Mi consenta di non risponderle".

Dopo il “colpo“ il giovane Maximilien - che a fatica accetta di parlare con il vostro cronista e di farsi fotografare ("La Polizia mi ha detto di stare zitto, stanno indagando...") - ha avuto un momento di comprensibile “sbandamento“."Pensi - racconta - che, seduto qui, forse per lo spavento, non ricordavo neppure quale numero di telefono dovevo fare per lanciare l’allarme. Ho dovuto cercare su internet. La Polizia ha voluto tutte le immagini delle mie telecamere e ha preso tutte quelle presenti nei negozi affacciati sulla via, compreso quelle del vicino bar. Ma al momento non mi hanno fatto sapere di novità, i rapinatori non li hanno ancora presi. Purtroppo. Spero che ci riescano, anche se dubito fortemente di tornare in possesso dei soldi che mi hanno portato via".

"Le posso chiedere un favore ? - conclude il 37enne -. Specifica, se fa un articolo sulla nostra chiaccherata, che io sono italiano, camerunense è la mia mamma. Me lo ha fatto notare la mia fidanzata che aveva letto che il rapinato era un camerunense. Io porto il cognome del papà italiano e anche io lo sono".