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Salute

Cancro al polmone, il punto dei medici: dalla diagnosi alla sopravvivenza, dalle cure al vaccino sperimentale

Nel 2021 sono stati 34mila i decessi e 41mila i nuovi casi scoperti

Il fumo è la prima causa del cancro ai polmoni

Il fumo è la prima causa del cancro ai polmoni

Milano, 8 maggio 2023 - Dalla diagnosi, il più precoce possibile, alle cure più affinate passando dai tempi di sopravvivenza sempre meno brevi alle nuove frontiere della scienza: tutto contro il cancro ai polmoni.

Un punto è fatto nell’osservatorio internazionale, l'International Lung Cancer Board Observatory, sul tumore al polmone che ha messo ha confronto esperti mondiali provenienti dalle più famose istituzioni di riferimento per l'oncologia. Iniziativa organizzato dall'Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) e promosso da Federico Cappuzzo, direttore dell'Oncologia medica 2 dell'Ire. Vediamo la “fotografia” della malattia scattata dagli esperti e la loro nota riassuntiva delle esperienze internazionali

Diagnosi

Il tumore al polmone, che in Italia è la seconda neoplasia più frequente negli uomini e la terza nelle donne, è causa un numero di decessi superiore a quello di qualunque altra forma di cancro. Le nuove diagnosi nel 2020 sono state circa 41mila (27.550 uomini e 13.300 donne).

Sopravvivenza

Nel 2021, sono stati 34mila i decessi (23.100 uomini e 10.900 donne) e la sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi si attesta al 16% negli uomini e al 23% nelle donne. Risultato ottimo - sottolinea la nota - se si pensa al solo decennio scorso. Ma non basta: con la diagnosi precoce e le opzioni terapeutiche oggi a disposizione è necessario rivoluzionare la diagnosi primaria e secondaria. Un corretto screening ha dimostrato una riduzione della mortalità tumore-specifica con significativo aumento delle diagnosi in fase iniziale (dal 25% al 60%).

Biopsia liquida

La biopsia liquida eseguita con un semplice prelievo di sangue, può essere un nuovo strumento diagnostico e può fornire importanti indicazioni per effettuare terapie “a bersaglio molecolare” in pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule.

Immunoterapia

"Grazie all'introduzione dell'immunoterapia nel trattamento del tumore al polmone - evidenzia il professor Cappuzzo - si è modificata la storia naturale della patologia: elevata efficacia terapeutica ma con una tossicità limitata nella maggior parte dei pazienti e buona qualità della vita". L'immunoterapia può essere utilizzata da sola o in associazione alla chemioterapia.

Farmaci intelligenti

Le indagini sulla presenza di mutazioni o alterazioni geniche consentono inoltre l'uso di 'farmaci intelligenti' in grado cioè di agire su tali bersagli molecolari e interferire con l'attività delle proteine codificate dai geni mutati svolgendo così un'attività antitumorale. L'introduzione delle terapie a bersaglio molecolare e dell'immunoterapia ha reso il tumore polmonare in fase avanzata sempre più curabile con dati di sopravvivenza nettamente superiori a quanto si riscontrava fino a dieci anni fa. Tali farmaci hanno la capacità di rallentare la crescita tumorale fino a raggiungere in alcuni casi una sorta di “cronicizzazione della malattia”.

Chirurgia robotica

In aggiunta la chirurgia robotica, sempre meno invasiva e la radioterapia anche con il sistema robotico di radiochirurgia Cyber-knife si possono combinare per pianificare percorsi terapeutici strategici e personalizzati.

Biomarcatori

Cosa resta da fare? "Individuare biomarcatori - spiega Gennaro Ciliberto, Direttore scientifico Ire - che predicano quella che sarà la sensibilità del paziente al trattamento immunoterapico, per evitare terapie inutili; identificare con la ricerca traslazionale ulteriori geni e i relativi numerosi freni inibitori all'immunoterapia per sviluppare nuovi farmaci che li colpiscano; procedere con gli studi di valutazione sugli anticorpi monoclonali coniugati, i farmaci progettati per arrivare dritti al tumore con l'obiettivo di eliminarlo".

Vaccino sperimentale

Valutare l'efficacia di un innovativo vaccino sperimentale anticancro, basato su neoepitopi, combinato con chemioterapia o immunoterapia. "Tanto è stato fatto, soprattutto negli ultimi anni - conclude Cappuzzo - e molto resta da fare per mettere a punto o affinare nuove terapie e l'International Lung Cancer Board Observatory si impegna ad accelerare i processi, affinché si possa cronicizzare il tumore al polmone".