Stefano Pelenghi, direttore della UOC Cardiochirurgia con la paziente
Stefano Pelenghi, direttore della UOC Cardiochirurgia con la paziente

pavia, 23 febbraio 2021 -  Un intervento chirurgico unico al mondo: al Policlinico San Matteo di Pavia, i cardiochirurghi diretti da Stefano Pelenghi hanno impiantato a cuore battente una protesi valvolare polmonare innovativa su una paziente poco più che 50enne, malata di ipertensione polmonare arteriosa idiopatica. Il dispositivo è fatto di pericardio porcino e si autoespande a 37 gradi con il calore del corpo, ed è la "prima volta al mondo - riferiscono dalla Fondazione Irccs pavese - che tale valvola viene sia utilizzata durante un intervento di doppio trapianto polmonare sia impiantata in un'arteria polmonare gigante". I sanitari assicurano che "la paziente sta bene ed è stata dimessa".

L'ipertensione arteriosa polmonare - spiega una nota del San Matteo - è una patologia cronica che colpisce le arterie polmonari, i vasi che portano il sangue dal cuore ai polmoni. La loro parete si ispessisce progressivamente, causando aumento della resistenza e della pressione nella circolazione polmonare, quindi comportando un sovraccarico di lavoro per il cuore. Nella paziente operata la malattia, ormai allo stadio terminale, aveva provocato un'importante dilatazione dell'arteria polmonare (fino a 8,5 centimetri contro un valore normale di 2,5-3 cm), con conseguenti aneurisma polmonare gigante, insufficienza valvolare polmonare massiva e dilatazione e malfunzionamento del ventricolo destro.

"La soluzione era il trapianto sia dei polmoni che del cuore - sottolinea Pelenghi, direttore della Uoc di Cardiochirurgia - La paziente era in lista da tempo per questo intervento, ma la rarità dei donatori e soprattutto la ancora più esigua disponibilità del blocco completo 'cuore polmoni' ci ha imposto di trovare soluzioni alternative, come appunto l'utilizzo di questo tipo di protesi innovativa per i casi di malattie cardiache congenite complesse". Racconta l'esperto: "Il caso ha voluto che questa protesi arrivasse in Policlinico 4 ore prima della segnalazione di un donatore compatibile disponibile, il cui cuore purtroppo non era idoneo alla donazione perché malfunzionante. Da qui la decisione di procedere con il trapianto polmonare bilaterale, la plastica dell'arteria polmonare e l'impianto della protesi (valvola polmonare)". 

"La soluzione era il trapianto sia dei polmoni che del cuore - sottolinea Pelenghi, direttore della Uoc di Cardiochirurgia - La paziente era in lista da tempo per questo intervento, ma la rarità dei donatori e soprattutto la ancora più esigua disponibilità del blocco completo 'cuore polmoni' ci ha imposto di trovare soluzioni alternative, come appunto l'utilizzo di questo tipo di protesi innovativa per i casi di malattie cardiache congenite complesse". Racconta l'esperto: "Il caso ha voluto che questa protesi arrivasse in Policlinico 4 ore prima della segnalazione di un donatore compatibile disponibile, il cui cuore purtroppo non era idoneo alla donazione perché malfunzionante. Da qui la decisione di procedere con il trapianto polmonare bilaterale, la plastica dell'arteria polmonare e l'impianto della protesi ( valvola polmonare)". os Salute) - Le strategie operatorie sono state pianificate utilizzando un modello in 3D dell'area interessata, realizzato dal Laboratorio clinico di stampa 3D (3D4Med) operativo all'interno del Policlinico San Matteo, e nato nel 2018 - ricorda ancora la nota - dalla collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell'università di Pavia.

L'intervento, durato 12 ore coinvolgendo 20 persone, è stato eseguito da Pelenghi coadiuvato da Cristiano Primiceri, chirurgo toracico, e Pasquale Totaro, Giuseppe Silvaggio e Marta Sannito, cardiochirurghi. Il prelievo degli organi è stato eseguito da Carlo Pellegrini coadiuvato da Anna Celentano, entrambi cardiochirurghi. Le équipe erano formate dagli anestesisti Barbara Rossini, Mariachiara Riccardi e Mariangela Sottosanti; dai tecnici perfusionisti Diletta Grassi, Marica Forte, Francesco Doronzo coordinati da Antonella Degani; strumentisti e personale di sala Massimo Bergonzi, Rita Meraglia, Rosanna Feroleto, Carmela Farrugio, Silvano Cinieri e Giuseppe Cartafalsa, coordinati da Cristina Mangiarotti.