Allerta alimentare, ritirati pop corn da preparare al microonde: presenza pesticida

Si tratta del Chlorpyrifos rilevato in alcuni lotti Snack Day commercializzati dalla Lidl

Pop corn e tv: un grande must (Foto repertorio)

Pop corn e tv: un grande must (Foto repertorio)

Allarme alimentare del Ministero della Salute per alcune confezioni di pop corn salato da preparare al microonde.

Secondo i tecnici di laboratorio è stata rilevata la presenza del pesticida Chlorpyrifos negli Snack Day commercializzati dalla catena di supermercati Lidl Italia.

Il richiamo riguarda la confezione 3x100grammi. Il lotti interesessati sono il 22338 con scadenza il 5 dicembre 2024, il 22340 con scadenza il 7 dicembre 2024, il lotto numero 22354 con scadenza il 21 dicembre 2024 e il 22356 che scade il 23 dicembre del 2024.

Si tratta, si legge nel comunicato del Minitero di un “prodotto non idoneo al consumo.” e quindi “si invitano tali consumatori a non consumarlo e a riportarlo al punto vendita per il rimborso”.

Snack Day è prodotto dalla Liven S.a.p.i nell stabilimento di Puig-reig a Barcellona in Spagna

Cos’è il pesticida Chlorpyrifos?

Chiamato anche con altri nomi come Chlorpyrifos o Cps, è un pesticida organofosfato usato per uccidere dei parassiti tra cui insetti e vermi. Viene utilizzato su colture, animali e edifici. Fu introdotto nel 1965 dalla Dow Chemical Company.

I rischi?

L’esposizione al pesticida danneggia il cervello dei bambini. Studi scientifici di ampia portata dimostrano la sua capacità di ridurre il quoziente intellettivo fino a causare disabilità psichica, disturbi dell’attenzione e iperattività. Oltre a squilibri ormonali e metabolici, che si esprimono anche in obesità, a causa della sua azione di interferenza endocrina.

Il divieto

L’Unione Europea ne ha vietato l’impiego dopo che l’Autorità europea per la sicurezza alimentareha attestato l’impossibilità di stabilire un livello di esposizione sicuro, a fronte della sua genotossicità. Vale a dire la capacità di danneggiare il Dna umano, in aggiunta alla cancerogenicità. Ma il veleno entra in UE anche attraverso i cibi d’importazione, come mostra il sistema di allerta.