Roma, 13 febbraio 2021 - Il governo Draghi ha preso forma. Per il nuovo esecutivo, ufficializzato ieri sera, un mix di tecnici e politici. Come tecnici il presidente del Consiglio ha scelto Daniele Franco per il ministero dell'Economia, Marta Cartabia per la Giustizia, Patrizio Bianchi all'Istruzione, Cristina Messa all'Università, Enrico Givoannini alle Infrastrutture e ai trasporti, Roberto Cingolani alla Transizione ecologica, Vittorio Colao all'Innovazione tecnologica, più Luciana Lamorgese confermata all'Interno.  Poi c'è la pattuglia dei politici, ben nutrita. Per il Pd confermati Lorenzo Guerini alla Difesa e Dario Franceschini alla Cultura, che viene separata dal Turismo. Entra poi Andrea Orlando al Lavoro.  M5s ottiene la conferma di Luigi Di Maio agli Esteri, di Federico D'Incà ai Rapporti con il Parlamento e di Fabiana Dadone, che però passa dalla P.a. alle Politiche giovanili. Altrettanto accade a Stefano Patuanelli, che lascia lo Sviluppo economico per l'Agricoltura.  Confermato anche Roberto Speranza (Leu) alla Salute, mentre Iv mantiene solo Elena Bonetti alle Pari opportunità e famiglia. 

Per quanto concerne i ministri del governo Conte bis che hanno terminato la propria esperienza nel Cdm (non essendo stati confermati dal nuovo premier), balza all'occhio il nome di Lucia Azzolina, ex ministra dell'Istruzione, che si è trovata a fronteggiare la gestione della scuola nell'anno dell'emergenza Covid. Al suo posto il ferrarese Bianchi, che ha guidato la task force di esperti, voluta dalla ministra dell'Istruzione uscente, per pianificare tempi e modi della ripartenza delle scuole durante la pandemia da coronavirus. Niente "ripescaggio" per la renziana Teresa Bellanova (le sue dimissioni insieme a quelle di Elena Bonetti innescarono la crisi di governo): al suo posto, all'Agricoltura, è stato scelto Patuanelli. "Il Paese ha finalmente un governo all`altezza delle sfide che ci attendono, grazie anche ad alcuni nomi eccezionali - ha commentato Bellanova su Twitter -. Grazie al Presidente Mattarella. E auguri di buon lavoro all'amica Elena Bonetti, a tutti i Ministri e soprattutto al Presidente Draghi". Alla Giustizia Alfonso Bonafede ha ceduto il passo alla tecnica Cartabia.

Va notato che non c`è più un ministro dello Sport nella squadra del nuovo governo annunciata dal presidente del Consiglio dopo aver sciolto la riserva annunciata lo scorso 3 febbraio. Nel precedente esecutivo, il secondo presieduto da Giuseppe Conte, questo incarico era stato affidato a Vincenzo Spadafora, del Movimento Cinque Stelle.  Anche nel Conte 1, il governo gialloverde con Lega Nord e M5S, il ministero dello Sport non c`era e la delega era stata assegnata in quella circostanza al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, del partito di Matteo Salvini. Ma va verificata la possibilità che si investa di questa responsabilità lo stesso ruolo, che sarà affidato a Roberto Garofoli, ex capo di gabinetto del Mef e, secondo le cronache, grande appassionato di tennis. 

All'Innovazione tecnologica salta la grillina Paola Pisano ed entra il tecnico Colao: "Auguri di buon lavoro al Governo presieduto dal Professor Mario Draghi e congratulazioni al Ministro per l'Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Vittorio Colao", ha scritto sui social. Avvicendamento anche al ministero del Sud con Mara Carfagna che subentra al dem Giuseppe Provenzano: "Il 5 settembre 2019 ho giurato di essere fedele alla Repubblica - ha scritto su Facebook -. In questi mesi, tra i più difficili della nostra storia nazionale, mi sono battuto, nel solco della Costituzione, per ridurre disuguaglianze, liberare potenzialità, rimuovere ostacoli, colmare divari. Ho provato a servire le istituzioni con disciplina e onore". Non confermati anche Roberto Gualtieri (Economia e Finanze) e Paola De Micheli (Infrastrutture) e Francesco Boccia (Affari regionali e le autonomie), del Pd. Per gli esclusi dem il ringraziamento del segretario Zingaretti: "Un grande grazie a Paola De Micheli, Enzo Amendola, Francesco Boccia, Roberto Gualtieri, Peppe Provenzano. Hanno servito il Paese con capacità, disciplina e onore dimostrando che il Pd non pianta bandierine, ma ne sventola solo una: quella dell'Italia". Mancata conferma anche per Nunzia Catalfo, ex ministro del Lavoro e delle politiche sociali. Al suo posto il vicesegretario del Pd Daniele Orlando.