Alessandro Zan
Alessandro Zan

Sul filo di lana, ma alla fine la "versione Zan" è passata: con 12 voti a favore e 9 contrari la Commissione Giustizia del Senato ha deciso che prenderà in esame soltanto il testo del Ddl Zan approvato alla Camera il 4 novembre. Questo significa che la maggioranza dei componenti della Commissione ha bocciato le modifiche proposte dal centrodestra al disegno di legge. Se il disegno di legge diventerà legge - ma a questo punto sarebbe meglio parlare di quando diventerà legge - lo farà quindi con il testo originalmente approvato dalla Camera all'inizio di novembre del 2020.

La legge Mancino

Quali sono le differenze fra le proposte di Alessandro Zan, parlamentare del Pd e firmatario della legge contro le discriminazioni e l'omotransfobia, e quelle avanzate dal centrodestra? Anzitutto il concetto stesso di una nuova legge: secondo alcuni esponenti del centrodestra e secondo i detrattori del Ddl Zan, non servirebbe una vera nuova legge ma basterebbe modificare quella già esistente. Il riferimento è alla legge Mancino, approvata nel 1993 e che deve il proprio nome all'allora ministro Nicola Mancino, nella quale vengono sanzionati e condannati slogan, gesti e frasi di incitamento all'odio, alla discriminazione o alla violenza per motivi religiosi, etnici o nazionali. Basterebbe, quindi, aggiungere alcune "postille" riguardanti il gender, l'orientamento sessuale e la disabilità e il testo potrebbe andare bene. 

Il passo successivo

Il disegno di legge che porta il nome di Alessandro Zan non può per forza di cose porsi come unica fonte normativa. Il settore delle discriminazioni, a partire proprio dalla legge Mancino, è già stato normato in passato. E allora quale sarebbe la funzione di quella che, dopo l'approvazione in Senato, dovrebbe diventare la legge Zan? Il nuovo provvedimento andrà ad integrare la normativa già esistente.

L'omotransfobia

Il Ddl Zan è composto da dieci articoli e prevede sostanzialmente tre modifiche a ciò che esiste già. Anzitutto l'aggiunta fondamentale di reati discriminazione che in questo preciso periodo storico sono fra i più comuni: quelli basati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale e sulla disabilità". Questi reati integrano gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale. Inoltre vengono aggiunte "sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere" alle condizioni di particolare vulnerabilità della persona offesa di cui parla l'articolo 90-quater del codice di procedura penale, così come si modifica il decreto legislativo 215 del 9 luglio 2003 che si occupa del trattamento degli individui indipendentemente dal colore della pelle e dalla provenienza etnica. Anche in questo caso vengono aggiunte alcune misure di prevenzione e contrasto alle discriminazioni legate a orientamento sessuale e identità di genere. Questi sono i motivi principali per i quali questo disegno di legge viene riassunto in "ddl contro l'omotransfobia".

Le modifiche del centrodestra

Il Ddl Zan non è arrivato nelle ultime settimane sulle scrivanie dei politici italiani. All'inizio di novembre era stato approvato in prima lettura alla Camera. Il testo era quindi particolarmente noto, anche perché dieci articoli seppur scritti in burocratese spinto si leggono abbastanza rapidamente. Eppure è solo nelle ultime settimane, quindi a oltre sei mesi di distanza, che alcuni esponenti del centrodestra hanno deciso di parlare di modifiche al testo. 

Le differenze

Mentre il Ddl Zan definisce il concetto di identità di genere come percezione di sè, il centrodestra preferisce non definirla pensando soprattutto alla possibilità che a farlo siano soggetti minorenni. Sulla modifica dell'articolo 604-bis del codice penale la proposta del parlamentare del Pd aumenta l'aggravante per odio, mentre il centrodestra preferirebbe puntare alle aggravanti generiche dell'articolo 61. Infine, aspetto non secondario, il Ddl Zan prevederebbe un raddoppio delle condanne previste per chi viola la legge. Il centrodestra le vorrebbe aumentare di un terzo.

Il testo del Ddl Zan / Pdf