Umberto Zanichelli
Cronaca

Vigevano, prestiti con tassi al 150% e minacce alle vittime: due arresti e una denuncia

Violenze e intimidazioni con manganelli e tirapugni a chi non restituiva i soldi

In azione i carabinieri

In azione i carabinieri

Vigevano, 4 aprile 2024 – Concedeva senza fare questioni prestiti di denaro a soggetti in stato di bisogno, spesso imprenditori, ma di lì a poco si trasformava nel loro aguzzino, pretendendo non solo la restituzione dei capitali ma anche interessi nell’ordine del 150%. E chi non pagava veniva minacciato in modo sempre più pesante.

I carabinieri della Compagnia di Vigevano hanno arrestato nella serata di ieri con l’accusa di usura un cittadino albanese di 55 anni finito nel carcere pavese di Torre del Gallo con un connazionale che, insieme ad terzo soggetto di nazionalità rumena, che era quello deputato al “recupero crediti”. 

Prestiti e minacce

Le modalità degli usurai erano semplici: prestiti facili a chi faticava ad ottenerli dai canali ufficiali e di lì a poco via alle richieste si restituzione che passavano attraverso minacce di morte, violenze e intimidazioni con i due che non esitavano a presentarsi sul luogo di lavoro dei debitori per pretendere i soldi. In un caso, nell’impossibilità di pagare e avendo subìto minacce per sé e i propri familiari, una vittima aveva dovuto svendere per poche migliaia di euro ai suoi estorsori il suo fuoristrada.

Due arresti e una denuncia

I due albanesi sono finiti in carcere; il rumeno, che avrebbe avuto un ruolo più marginale nella vicenda, è stato denunciato a piede libero. In particolare sarebbe stato l’intermediario per la cessione in affitto dell’abitazione di un debitore, un uomo di 61 anni, italiano, costretto a consegnargli caparra e affitto a titolo di parziale risarcimento del debito.

Il sequestro

I carabinieri hanno sequestrato 14 mila euro in contanti, un manganello e un tirapugni. Le indagini stanno proseguendo per definire il giro di usura considerato che molto spesso le vittime non denunciano.