Scoperta un’altra discarica abusiva. Rifiuti pericolosi su 650 metri quadri

Forestali e Locale hanno messo sotto sequestro l’area e gli scarti ammassati da una ditta lomellina

Scoperta un’altra discarica abusiva. Rifiuti pericolosi su 650 metri quadri

Il materiale cui i carabinieri hanno posto i sigilli è ora al centro di ulteriori accertamenti per definirne esatta quantità e provenienza

Rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi ammassati in un’area di proprietà della Dm-Recycling, azienda di Castello d’Agogna, sono stati individuati dai carabinieri forestali di Mortara e dagli agenti della Polizia locale del centro lomellino. Il materiale, che in questo momento è oggetto di ulteriori accertamenti per definirne quantità e provenienza, era ammassato su una superficie di 650 metri quadrati cui i forestali hanno apposto i sigilli dopo averne formalizzato il sequestro.

Secondo i primi accertamenti la società lomellina aveva utilizzato quegli spazi per stoccare i rifiuti, anch’essi posti sotto sequestro, derivanti dalla propria attività senza rispettare le norme in materia di deposito temporaneo dei rifiuti e senza la prevista Scia, cioè la Segnalazione certificata di inizio attività. Il ritrovamento è solo l’ultimo in ordine di tempo in Lomellina, un’area che ben si presta alla creazione di discariche non autorizzate per l’estensione del territorio e per la facilità con cui gli insediamenti possono essere occultati alla vista dei carabinieri forestali, della Polizia locale e dai volontari che battono le campagne con l’obiettivo di prevenire e reprimere fenomeni di questo genere, sempre più diffusi perché consentono lo smaltimento dei rifiuti senza sottostare ai protocolli in vigore.

A fine febbraio, a Vigevano, i militari della Guardia di Finanza avevano individuato e sequestrato una discarica abusiva che si sviluppava su una superficie di 20mila metri quadrati all’interno di una proprietà privata. In quel caso erano stati ritrovati materiale ferrosi, lastre di amianto, olii minerali esausti, solventi e altri prodotti di natura chimica. Nella circostanza, grazie all’utilizzo di fototrappole, la Guardia di Finanza aveva individuato e denunciato tredici persone che utilizzavano quell’area per depositare abusivamente i rifiuti.