Ponte della Becca
Ponte della Becca

Pavia, 25 settembre 2017 - «Ma come facciamo a promuovere il territorio se poi ai turisti abbiamo da offrire strade dissestate e ponti parzialmente inagibili?» Il presidente della Provincia di Pavia, Vittorio Poma, approfitta della vetrina dell’Autunno Pavese Doc, la rassegna di prodotti enoagroalimentari organizzata al Castello Visconteo dalla Camera di Commercio (che si concluderà questa sera), per lanciare l’ennesimo appello, non senza un po’ di polemica, sulla situazione delle infrastrutture. Questo, alla vigilia di nuovi interventi sull’ormai esausto ponte della Becca, che dureranno otto mesi e porteranno al blocco del traffico, a singhiozzo. Un problema, posto pubblicamente in una riunione dal tono ufficiale, quasi celebrativo. Proprio al principale appuntamento di valorizzazione dei prodotti enogastronomici, infatti, gli altri rappresentanti delle istituzioni locali hanno infatti calcato la passerella mediatica puntando tutto sugli sforzi che stanno facendo per promuovere non solo i singoli prodotti ma tutto il territorio, sottolineandone le potenzialità turistiche che in effetti non mancano.

Anche l'ospite d’onore della cerimonia d’inaugurazione dell’Autunno Pavese Doc, Gerry Scotti, ha sferzato un po’ gli amministratori locali spiegando che la vicinanza con la metropoli milanese, affollata di «malati da week-end», dovrebbe essere sfruttata meglio, per far diventare Pavia e la sua provincia, tra le colline oltrepadane e le risaie lomelline, «la Bel Air, la Puerto Escondido di Milano». Vittorio Poma ha però riportato tutti con i piedi per terra, perché le infrastrutture viabilistiche, anche quando si parla di promozione turistica, non sono un optional. «Non dobbiamo dimenticare - dice il presidente della Provincia di Pavia - cosa si offre ai potenziali turisti. Certamente i prodotti di eccellenza e le bellezze sia paesaggistiche che artistiche e architettoniche non mancano. Ma non si può prescindere dalle infrastrutture. Purtroppo la Provincia, ente che doveva provvedere alla manutenzione della rete viaria provinciale, vive uno stato di cattività finanziaria: dobbiamo fare i conti non con gli euro ma con i centesimi e i soldi per la sola manutenzione ordinaria già non ci sono.

Per la manutenzione straordinaria, poi, le difficoltà aumentano. Un esempio per tutti, il ponte della Becca: continuiamo a spendere soldi per tenerlo letteralmente in piedi, ma se non arrivano i finanziamenti per il nuovo ponte, la situazione non potrà essere risolta». Perché per arrivare da Milano all’Oltrepò, il Po si deve appunto attraversare. E dei 5 ponti sul Po della provincia, solo uno (quello fra Spessa e Arena Po) è agibile senza limitazioni.