Nell’ufficio del rettore la firma tra Ateneo e Policlinico con l’assessore Gallera
Nell’ufficio del rettore la firma tra Ateneo e Policlinico con l’assessore Gallera

Pavia, 18 gennaio 2020 - Due giganti, l’Università e il San Matteo, che decidono di camminare a braccetto per offrire un’assistenza sanitaria che generi e usufruisca dei più avanzati risultati della ricerca scientifica in campo biomedico. I vertici dell’Ateneo e del Policlinico hanno firmato ieri la nuova convenzione, che rinnova quella del 1972 parzialmente rivista con un accordo del 2003.

«Un momento storico – ha sottolineato il rettore dell’Ateneo Francesco Svelto – visto che l’ultima convenzione risaliva a quasi 50 anni fa. Sono convinto che l’energia che ne scaturisce potrà dare nuovo slancio a didattica, ricerca e assistenza, a beneficio della sanità pavese in un’ottica sempre più internazionale". Nei suoi 45 articoli, 10 titoli e un capitolo dedicato agli studenti, la convenzione punta molto sulla ricerca. "Pavia ha un’unicità - ha aggiunto il rettore – l’ormai famoso miglio dorato in cui si concentrano tre Irccs (San Matteo, Mondino e Maugeri), il Cnao e il campus della salute. Intendiamo sfruttare meglio questa caratteristica". La convenzione prevede ricerche congiunte, partecipazione a bandi internazionali e valorizzazione dei risultati ottenuti. Ma il testo si basa sulla prospettiva strategica di ridefinire il modello pavese della sanità del futuro, sia consolidando l’inscindibilità delle tre funzioni di assistenza, ricerca clinica e formazione, sia perseguendo una dimensione sempre più internazionale.

"La convenzione – ha aggiunto il presidente del San Matteo, Alessandro Venturi – costituisce uno strumento gestionale e di programmazione per lo sviluppo della medicina del futuro. Non è solo un atto formale, apre una nuova stagione anche per gli studenti e i pazienti. Pavia può rinascere attorno all’Università e al San Matteo". In Policlinico operano 72 professori universitari convenzionati, 19 ordinari, 25 associati, 26 ricercatori, 500 dirigenti medici ospedalieri, un professore straordinario a tempo determinato e 900 specializzandi. Nell’accordo è prevista la garanzia che i primariati a guida universitaria verranno mantenuti, anche eventualmente con il concorso economico del San Matteo: questo significa che non saranno cancellati servizi. «Non escludiamo – hanno annunciato Svelto e Venturi – che si possa prendere in considerazione anche la candidatura di professionisti provenienti dall’estero".

Nei prossimi sei anni su 19 primari universitari sei saranno da sostituire perché andranno in pensione e fin da ora si potranno gettare le basi per trovare il professionista più adatto a ricoprire quei ruoli. "Oggi, al San Matteo sono presenti tutte le branche specialistiche della medicina – ha spiegato il direttore generale Carlo Nicora – Nel 2019 abbiamo effettuato quasi 36mila ricoveri, circa 100mila accessi in Pronto soccorso. 2.600.000 prestazioni ambulatoriali. Queste attività sono svolte da 31 strutture ospedaliere e 24 universitarie. Sono numeri importanti, realizzati grazie all’esperienza quotidiana dei collaboratori ospedalieri e universitari che operano nella consapevolezza di far parte di un unico team al servizio dei nostri malati".

Alla firma era presente anche l’assessore regionale alla Sanità e al welfare Giulio Gallera: "Con questo accordo si riconsolida e rilancia uno degli elementi che fanno del sistema sanitario lombardo un’eccellenza. Le sette Università lombarde sono un partner privilegiato della nostra sanità regionale. Tra l’altro la convenzione favorisce una migliore integrazione degli specializzandi, che già possono godere di una maggiore autonomia grazie alla legge di Regione Lombardia".