Pavia, la piscina di via Folperti “malato terminale realizzato maldestramente 40 anni fa”: degrado e infiltrazioni d’acqua

Pavia, il tecnico che ha esaminato l'impianto non ha rilasciato il certificato d'idoneità. Il sindaco Fracassi spiega così la situazione

Il sindaco Fabrizio Fracassi
Il sindaco Fabrizio Fracassi

Pavia, 4 dicembre 2023 – “La piscina di via Folperti è un malato terminale, non è curabile”. Il sindaco Fabrizio Fracassi ha sintetizzato così il dettagliato documento composto da tre pagine che gli è pervenuto poche ore prima del Consiglio comunale dal tecnico incaricato di effettuare i controlli. Il professionista al quale era stato chiesto di mettere sotto la lente l’impianto natatorio, l’unico pubblico della città ha parlato di «una generale condizione di degrado avanzato della struttura, manifestamente presente e particolarmente invasiva sia per l’intero livello di impianti che per l’intero corpo B, ovvero la zona delle vasche».

Infiltrazioni all’interno e all’esterno che forse sono peggiorate dopo la chiusura dell’impianto a causa della pandemia si sono aggiunte a diversi problemi derivati da una maldestra realizzazione avvenuta ormai 40 anni fa. Di fronte a questo quadro, il professionista incaricato ha messo nero su bianco che, al momento “non sussistono le condizioni per il rilascio del certificato di idoneità statica” perché, se venisse riaperta al pubblico la struttura potrebbe anche non restare in piedi. Per aprirla si dovrebbero effettuare tutta una serie di interventi che, sempre stando alla relazione del professionista “renderebbero antieconomico il recupero del manufatto”. “Secondo i tecnici – ha aggiunto il sindaco Fracassi – non ha senso recuperare la struttura perché ha troppi problemi di carattere statico ed è da considerarsi pericoloso”. “Rischiamo di non avere più una piscina e di avere un’altra area dismessa – ha sottolineato la consigliera Alice Moggi (Pavia a colori) che aveva presentato una instant question -. E’ il caso che si pensi a come intervenire per non privare la città di una piscina pubblica”. Allo scadere del precedente contratto di gestione, è stato cercato chi si occupasse dell’impianto di via Folperti. Si era fatta avanti Asm che all’ultimo istante ha ritirato il proprio impegno. Il progetto che era stato pensato per Pavia è stato girato su Bereguardo dove si trova un’altra piscina chiusa dal momento della pandemia. Per favorire i pavesi si era pensato anche di istituire delle navette per consentire a disabili e studenti di raggiungere l’impianto. Poi su Asm si è abbattuta la bufera dell’inchiesta “Clean” e la piscina di Bereguardo è passata in secondo piano.