ospedale san matteo
ospedale san matteo

Pavia, 28 settembre 2020  -Ora sta bene, ma la vicenda è tutt’altro che finita. La polizia sta indagando per chiarire le responsabilità dei genitori di una piccola di appena quattordici mesi, arrivata la scorsa settimana al Pronto soccorso pediatrico del Policlinico San Matteo di Pavia in uno stato definito comatoso. Nelle sue urine il laboratorio dell’ospedale ha trovato tracce di cannabis. Ed è probabilmente all’ingestione, si ritiene accidentale, della sostanza che si attribuisce la causa del suo stato. Da un piccolo comune del Sud della Lomellina, gli stessi genitori l’hanno portata dai medici preoccupati e spaventati per le sue condizioni: era piombata in un sonno profondo dal quale non riuscivano più a svegliarla.

Le analisi cliniche effettuate in Pediatria per indagare sulle cause della malattia della piccola hanno trovato le tracce dell’intossicazione da droga. Non è purtroppo la prima volta che accade che dei bimbi, anche molto piccoli, finiscono in ospedale per aver ingerito qualcosa di pericolosamente lasciato a loro portata dai genitori o da qualcuno che frequenta la casa. E succede anche con le droghe. La cocaina ha conseguenze ben peggiori, ma anche il "fumo", pur se in quantità minime, ha un effetto amplificato negli organismi dei più piccoli, così fragili e ricettivi. In questo caso si sarebbe trattato di qualche briciola di marijuana che la bimba avrebbe trovato forse su un tavolo o sul pavimento e, come i piccoli fanno a quell’età, si sarebbe messa in bocca senza certo poter comprendere gli effetti molto pericolosi per la sua salute. Per fortuna, la diagnosi tempestiva e le immediate cure hanno avuto buon esito e nell’arco di pochi giorni la bimba si è svegliata dal coma e si è poi progressivamente ripresa, fino a poter essere dimessa dall’ospedale già nella giornata di venerdì. Nel frattempo dal San Matteo erano stati avvisati, come da prassi, la polizia e il Tribunale dei minori di Milano.

La piccola è stata quindi affidata temporaneamente a una struttura protetta, mentre sono ancora in corso le indagini per accertare le responsabilità di mamma e papà. Stesso reparto d’ospedale e stessa città, per l’episodio che - a maggio - aveva riguardato una bambina di 15 mesi che aveva ingerito hascish. Anche lei si era ripresa, ma i genitori erano stati indagati. Fatti che ricalcano pressoché in modo identico quanto avvenuto l’11 settembre di tre anni fa. Allora, il teatro dei fatti fu la cittadina di San Vittore Olona, alle porte di Legnano, nel Milanese. Una bambina di poco più grande, diciassette mesi, fu ricoverata a seguito di una massiccia intossicazione dovuta al Thc, il principio attivo che si trova nella cannabis illegale. La bimba era arrivata dai medici in coma, proprio come accaduto la scorsa settimana a Pavia. Anche allora, il tribunale dei minori decise di far scattare l’allontanamento della minore dalla famiglia. I genitori, al tempo del ricovero, avevano dichiarato, in loro difesa che la bimba aveva accidentalmente mangiato un pezzo di hashish trovato per terra in un parco pubblic di San Vittore Olona. L’intossicazione, invece, sarebbe avvenuta in treno.