MANUELA MARZIANI
Cronaca

Il futuro del pianeta terrorizza. I bambini soffrono di ecoansia

La ricerca su mille soggetti tra i 5 e gli 11 anni d’eta: il 40% ha fatto un brutto sogno sul cambiamento climatico

Il futuro del pianeta terrorizza. I bambini soffrono di ecoansia

Il futuro del pianeta terrorizza. I bambini soffrono di ecoansia

Preoccupati per il futuro dell’ambiente, tristi e arrabbiati. Lo è il 95% dei bambini intervistati e più di uno su 3 (il 40%) riferisce di aver fatto un brutto sogno sul cambiamento climatico o sull’ambiente in pericolo e di aver fatto fatica a dormire o mangiare a causa di questo pensiero. È quanto emerge dai risultati di un recente studio italiano, unico nel panorama scientifico internazionale, nato nel contesto del progetto educativo di Scuolattiva onlus “A Scuola di Acqua“, realizzato da nove anni in collaborazione con il Gruppo Sanpellegrino. Lo studio realizzato dall’Università di Pavia sotto la supervisione scientifica del laboratorio di psicologia della salute, ha coinvolto un campione di circa 1.000 bambini tra i 5 e gli 11 anni. Nonostante lo stato di marcata preoccupazione, i bambini si sentono strettamente connessi all’ambiente (nel 78% dei casi) e il loro approccio al fenomeno non è passivo ma, al contrario, connotato da un forte spirito di protagonismo e di motivazione ad agire: la quasi totalità del campione si percepisce infatti direttamente responsabile della situazione (95.6%) e pensa che il proprio contributo possa fare la differenza (97.2%).

Non solo, per i 72% dei più piccoli anche gli adulti devono contribuire attivamente alla salute del Pianeta. "Assistere alle conseguenze del cambiamento climatico può generare sofferenza e preoccupazioni per il futuro, insieme a senso di impotenza e frustrazione per l’incapacità di arrestare questo fenomeno o di fare la differenza – ha sottolineato Serena Barello, direttrice del laboratorio di Psicologia della Salute e coordinatore scientifico dello studio –. Per questo diventa sempre più necessario investire su iniziative formative e di sensibilizzazione. Ciò può proteggere le persone dall’esperienza di eco-ansia, che non è ovviamente una patologia ma rappresenta tuttavia un fattore di rischio per disturbi della salute mentale. È infatti un fattore di stress". E gli insegnanti? Il senso di efficacia nell’affrontare in prima persona le sfide ambientali risulta forte solo in una persona su 10. E solo 2 docenti su 10 si dichiarano fiduciosi nelle istituzioni.