Fridays for future, corteo per il clima a Pavia

Oltre 150 ragazzi hanno chiesto di potenziare l'utilizzo di mezzi alternativi alle auto anche per evitare che i ciclisti muoiano come accaduto un anno fa

Fridays for Future in corteo a Pavia
Fridays for Future in corteo a Pavia

Pavia, 20 gennaio 2024 – Hanno concluso l’assemblea nazionale e si sono mossi in corteo insieme ad altri ambientalisti. Oltre 150 ragazzi di ‘Fridays for future’ sono tornati a colorare le vie del centro oggi pomeriggio per chiedere una mobilità sostenibile. Lo hanno fatto a pochi giorni dal primo anniversario della tragica morte di Daniele Marchi, l’insegnante travolto in viale Resistenza mentre stava andando in bicicletta dai “suoi” bambini che frequentano la scuola dell’infanzia Negri di Borgo Ticino. Ricordando quanto accaduto e altri incidenti che hanno avuto come protagonisti i pedoni o i ciclisti, i manifestanti hanno disegnato una pista ciclabile in via Cavallini, nella zona del Ticinello, ma poi sono stati interrotti dagli agenti di polizia.

“Il cambiamento deve essere un percorso collettivo – ha detto il pavese Nicolò Meregalli parlando in piazza della Vittoria, punto d’arrivo della manifestazione -, bisogna parlare con le persone”.

Con cartelli di cartone, striscioni e megafoni i Fridays for future hanno chiesto il benessere delle persone. E ovviamente il pensiero è andato a Greta Thunberg: “Quella ragazzina con un uno stupido cartello forse è riuscita a ottenere una decisione che farà ridurre di più le emissioni nella storia dell’umanità – ha aggiunto Giovanni Mori di Brescia -. Dal 2019 sono stati disinvestiti dal fossile più di 12mila miliardi di dollari. La transizione sta avvenendo, ma non in fretta. E, se andiamo piano perdiamo, ne va della vita di tutti”.

In piazza anche ragazzi sardi e siciliani. “Il 70% della mia regione – ha sottolineato Mattia Catania di Catania – è a rischio desertificazione questo non vuol dire che ci sarà il deserto, vuol dire che c’è siccità, ondate di calore non c’è acqua e le persone muoiono di fame. La scorsa estate alcune persone sono morte perché nella mia città è mancata la luce, faceva così caldo che per una settimana ci sono stati incendi, i cavi della luce si sono fusi e non c’è stata neppure l’acqua perché le pompe idriche non funzionavano e le persone nelle case popolari erano in difficoltà. Mia nonna a 86 anni non ha avuto l’acqua per 5 giorni. E non è sempre stato così”.