STEFANO ZANETTE
Cronaca

Cristina Frazzica: la laurea in Biotecnologie a Pavia, il legame con Voghera e la nuova vita a Napoli. Chi era la pavese travolta in kayak

La 30enne pavese ha perso la vita dopo essere stata travolta insieme a un avvocato napoletano (suo compagno) da una imbarcazione che non si è fermata a prestare soccorso

Un post tratto dal profilo Facebook di Cristina Frazzica, vittima dell'incidente in kayak di Napoli (Ansa)

Un post tratto dal profilo Facebook di Cristina Frazzica, vittima dell'incidente in kayak di Napoli (Ansa)

Napoli – Choc per la morte di Cristina Frazzica, 30enne pavese, morta ieri pomeriggio nelle acque di Posillipo, a Napoli, mentre si trovava in kayak insieme al compagno, un avvocato partenopeo.

Cristina era nata a Turianova, in provincia di Reggio Calabria, ma quando era ancora bambina i suoi genitori si erano trasferiti a Voghera, dove abitano tutt'ora, mentre lei dallo scorso novembre viveva stabilmente a Napoli, per frequentare un master all'Università Federico II. E a Napoli si era fidanzata con l'avvocato napoletano con il quale si trovava sul kayak al momento del terribile incidente, che le è costato la vita. All'Università di Pavia aveva preso la laurea triennale in Biologia, proseguendo poi gli studi con la laurea magistrale in Biotecnologie e un master in Fisica.

La sua passione per il mare l'aveva portata a lavorare per Costa Crociere e a lasciare Voghera per trasferirsi in Campania, rimanendo però sempre legata al Pavese, dove tornava spesso. Come la sorella gemella, che vive e lavora all'estero, in Cina, ma proprio in questi giorni era a Voghera dai genitori, partita oggi per Napoli per le tristi procedure necessarie dopo il tragico incidente in mare.

La trentenne lombarda e il compagno sono stati investiti da una imbarcazione che ha proseguito la sua marcia senza fermarsi per prestare soccorso. L'uomo è stato sbalzato in mare insieme con la giovane. L'allarme è scattato poco dopo le 18 mentre l'incidente in mare si sarebbe verificato almeno una mezz'ora prima. È stata una barca che passava nei pressi del luogo del sinistro a soccorrere il professionista.

Le ricerche a cui hanno preso parte le imbarcazioni della capitaneria di Porto e il Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza, scattate appena dopo il recupero del naufrago, hanno consentito di individuare la 30enne pavese ormai senza vita. Le operazioni di ricerca del natante, coordinate dalla Procura di Napoli, che ipotizza i reati di omicidio colposo e omissione di soccorso, saranno messe a punto nel corso di un briefing.

Secondo le prime informazioni, il kayak sarebbe stato investito da un natante che da nord procedeva verso gli attracchi partenopei di Mergellina e Napoli. Forse era diretto anche nei moli più a Sud sui quali ora si concentreranno i controlli agli attracchi. Gli inquirenti, la Capitaneria di porto, competente per i sinistri in mare, e i finanzieri sono anche alla ricerca delle testimonianze di chi potrebbe avere visto il disastro, costato la vita alla donna. Determinanti saranno anche le parole del compagno della donna, con lei al momento della tragedia.