Bivacchi nei boschi della droga: due arrestati. Si riposavano in una tenda da campeggio dopo lo spaccio

Sesto Calende, tra i due in manette anche lo spacciatore scappato a fine marzo in occasione della maxi-operazione tra le province di Milano e Varese

Il bivacco allestito nei boschi è stato smascherato dai carabinieri

Il bivacco allestito nei boschi è stato smascherato dai carabinieri

Sesto Calende (Varese) – Spaccio nei boschi, arrestati dai carabinieri due cittadini magrebini. L’operazione portata a termine dai carabinieri di Sesto Calende e Gallarate, scattata all’alba nei giorni scorsi, ha portato all’arresto dei due soggetti che sono stati sorpresi nel sonno all’interno di una tenda da campeggio in cui si rifugiavano al termine delle giornate passate a spacciare. Il bivacco era stato allestito in un’impervia zona boschiva, distante dal quotidiano punto di spaccio dove ogni giorni avveniva la compravendita, ricavando i minimi e necessari comfort per sopperire ai rigori delle notti passate all’addiaccio.

Uno dei due arrestati era riuscito a sfuggire alla cattura durante l’operazione del 25 marzo scorso coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio, nel corso della quale i carabinieri avevano dato esecuzione a 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere, nelle province di Varese e Milano, permettendo di disarticolare un organizzato sodalizio criminoso dedito allo spaccio nelle aree boschive, del quale faceva parte anche il soggetto arrestato L’attività investigativa aveva permesso di documentare, tra le altre cose, circa 11.200 cessioni di sostanze stupefacenti.

Un numero impressionate che evidenzia la gravità del fenomeno nelle zone al confine tra le due province e che, nonostante la segnalazione alle competenti autorità di circa 160 assuntori e il ritiro di 99 patenti di guida, non ha scoraggiato gli acquirenti, che continuano ad andare nei boschi in cerca di “roba” da comprare, contribuendo al fiorente giro di affari degli spacciatori che continua a crescere in Lombardia. Per entrambi gli stranieri si sono aperte le porte del carcere di Busto Arsizio, in attesa di essere interrogati dall’autorità giudiziaria e capire quali misure scatteranno nei loro confronti.