TURNO DI NOTTE L’orario di visita era già terminato L’uomo è riuscito lo stesso ad entrareIN CAMPO I carabinieri chiamati dai sanitari sono arrivati rapidamente in Chirurgia
TURNO DI NOTTE L’orario di visita era già terminato L’uomo è riuscito lo stesso ad entrareIN CAMPO I carabinieri chiamati dai sanitari sono arrivati rapidamente in Chirurgia

Pavia, 28 gennaio 2018 - Tentata violenza sessuale in ospedale. Vittima, un’anziana di 84 anni, che era stesa nel suo letto del reparto di Chirurgia. È successo l’altra notte al Policlinico San Matteo di Pavia e il responsabile è stato arrestato in flagranza dai carabinieri. Per fortuna, la donna non ha riportato conseguenze fisiche, anche se lo spavento è stato notevole.

Era già sera nel grande polo sanitario pavese, il turno di notte era già iniziato. La folla dei parenti in visita era lontana. L’uomo si è introdotto nella camera e, abbassatosi i pantaloni, stava per infilarsi sotto le coperte con la degente, nel tentativo di avere abusare di lei. L’anziana si è però svegliata di soprassalto e ha iniziato a urlare, attirando immediatamente l’attenzione delle infermiere di guardia che si sono precipitate da lei. E appena il personale si è reso conto che l’allarme era provocato da un intruso nel reparto, sul posto è arrivato anche la sicurezza dell’ospedale. L’aggressore è così stato bloccato e sono stati chiamati i carabinieri, che hanno arrestato Antonio Campa, 45enne residente a Pavia. L’accusa della quale dovrà rispondere ai magistrati, che lo devono ancora interrogare, è di tentata violenza sessuale.

Un episodio senza precedenti, che lascia sconcertati anche i vertici del Policlinico, che peraltro negli ultimi tempi stanno cercando di incrementare la sicurezza, anche se finora le preoccupazioni principali erano rappresentate dai furti. «L’ospedale è un luogo aperto - commenta il portavoce della Fondazione Policlinico San Matteo - e purtroppo non è pensabile riuscire ad evitare che qualcuno si introduca nei reparti. Non si può chiudere a chiave la struttura, che peraltro ha spazi ampi, difficili da controllare. Ma non si potrebbe neppure militarizzare un posto come un ospedale, sarebbe contrario alla sua natura. La nostra priorità dev’essere innanzitutto la salute dei degenti ricoverati».

La sicurezza interna all’ospedale non è però un problema nuovo. «Negli ultimi tempi - confermano ancora dal San Matteo - abbiamo aumentato la sorveglianza, sia per la sicurezza dei pazienti ma anche per preservare il patrimonio dello stesso ospedale. E c’è già un piano per l’installazione di circa 200 telecamere, un potenziamento dell’impianto di videosorveglianza, che non può però invadere e ledere la privacy». «L’accaduto è certamente esecrabile - conclude il portavoce del Policlinico - ma il fatto che la violenza sia stata tentata e non consumata dimostra l’assistenza fornita dai nostri operatori, tempestivi nell’intervenire».