La sede italiana della multinazionale svedese nell’Energy Park (Rossi)

Vimercate (Monza Brianza),15 maggio 2018 - Nuovo incubo per i lavoratori della Nokia davanti a un ministero dimezzato e a una Regione fresca di nomina. E’ in arrivo un’altra ondata di licenziamenti, 87 per l’esattezza. La mobilità scatterà in queste ore. «A meno di sei mesi da un altro centinaio di tagli», sottolinea Umberto Cignoli, storico delegato di Vimercate.

Ieri, trasferta amara per i sindacati arrivati al Mise per scongiurare «la seconda stagione di esuberi post-fusione con Alcatel-Lucent», 120 teste di troppo, secondo i calcoli dei finlandesi, annunciata a marzo. Si comincia con la prima tranche. La trattativa si è interrotta prima di cominciare, le parti sono arroccate su posizioni opposte. Tecnici e operai si rifiutano di fare i conti con nuove diete, «respingiamo su tutta la linea l’idea di perdere altra occupazione», hanno ribadito in serata dopo il difficile incontro. Si erano presentati a Roma per convincere i manager ad adottare soluzioni alternative: «Uscite volontarie e ricollocazioni - aggiunge Cignoli, - e, invece, ci siamo ritrovati davanti un muro». «Sono stati inflessibili – sottolinea l’Rsu –. Non hanno neanche voluto cominciare la discussione». «E’ successo tutto al cospetto di istituzioni in disarmo per un motivo, o per l’altro», insistono i delegati. Ormai, il ministero dello Sviluppo economico a guida Pd sta facendo le valigie; Palazzo Lombardia, probabilmente, paga il recente insediamento. E il risultato è che «ci ritroviamo a dovere vivere l’ennesima ristrutturazione», aggiungono i «cervelli» dell’high-tech, decisi a non fare passare sotto silenzio «la pesante riduzione». Ora, ci saranno le assemblee, poi gli scioperi.

Il grosso dei tagli sarà concentrato in Brianza, dove sono in 1.400, ma dopo Cassina c’è un’altra sede che verrà sfoltita: Rieti con la sua decina di teste. «La limatura prosegue senza sosta«. «Nokia non è in crisi, eppure l’obiettivo 2018 è uno sfoltimento del 10% del personale. Come se quello del 2017 non contasse», ribadisce Cignoli. Perché? «Se nel mondo qualcuno costa un dollaro in meno di noi, si spostano. Questa è la vera logica di queste scelte», denunciano i lavoratori. Le nozze con i francesi hanno portato a una riorganizzazione mirata al risparmio di 900 milioni di euro. «Obiettivi centrati a tutti i costi», per Pino Bergamaschi, altro volto noto della Nokia di Cassina, chiusa e traslocata a Vimercate per effetto della vertenza dell’anno scorso. E’ uscito dagli attivi a fine 2017 dopo 38 anni di servizio, ma ha partecipato al summit capitolino in qualità di volontario. «La verità è che la fusione con Alcatel è tutta a carico delle maestranze». «Stiamo toccando con mano l’effetto delle politiche contro il lavoro di questi anni: lasciare la gente a casa è più facile, il ricorso alla cassa integrazione è più difficile. Siamo tutti precari». Per i manager «è questione di mercato». L’Rsu non ci sta e chiede un incontro al governatore Attilio Fontana.