Schianto in moto, muore a 23 anni: "Abbiamo fatto di tutto per salvarlo"

Frontale con un’auto lungo le mura del Parco, inutili i tentativi di rianimare Giacomo Lissoni di Nova. A intervenire un’infermiera e una dottoressa: scese dalle loro auto hanno provato a soccorrerlo.

Schianto in moto, muore a 23 anni: "Abbiamo fatto di tutto per salvarlo"

Schianto in moto, muore a 23 anni: "Abbiamo fatto di tutto per salvarlo"

La strada, via al Parco, corre da Biassono a Lesmo. Giacomo Lissoni, 23 anni, è in sella alla sua motocicletta. C’è una doppia curva all’altezza di un centro sportivo, poco prima di arrivare alla stazione Buttafava. Giacomo probabilmente “piega“ per affrontare le curve ma per ragioni ancora al vaglio degli inquirenti sbanda e invade la corsia opposta. Verso Biassono, dalla direzione opposta, in quel momento sta arrivando una macchina, al volante c’è una donna di 36 anni.

La motocicletta centra la vettura, il Giacomo viene disarcionato e sbalzato sul cofano della vettura. Un impatto tremendo, di quelli che non lasciano scampo. È morto così, ieri pomeriggio, un ragazzo classe 2000 di Nova Milanese, ex studente dell’Itcg Mosè Bianchi di Monza, appassionato di biciclette e moto.

L’impatto fatale è avvenuto intorno alle 14.30. Sul posto da Areu 118 sono stati inviate due ambulanze (da Vimercate e Biassono) e un’automedica.

Ma la prima a fermarsi è stata una donna, Alessandra, un’infermiera dell’ospedale San Gerardo: "Tornavo dal lavoro quando ho visto quel povero ragazzo sull’erba". Alessandra non ci pensa un attimo e, nonostante la coda di auto alle sue spalle che suonano il clacson, molla la macchina e scende a soccorrere. "C’era un ragazzo che stava tentando di fare un massaggio cardiaco, gli sono subentrata".

Alessandra sa come si fa. Intanto, arriva un’altra donna: si chiama Sara, è un medico specializzando del San Gerardo, anche lei all’inizio era solo una testimone ma ha deciso di provarci. Le due non si conoscono ma cominciano ad alternarsi e scopriranno di essere in servizio nello stesso ospedale. Proseguono per oltre mezz’ora, in attesa dell’ambulanza. I soccorritori attaccano anche il defibrillatore, ma Giacomo non risponde alle manovre per rianimarlo. È in arresto cardiocircolatorio e con traumi multipli, ma c’è poco da fare. Portato in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale San Gerardo di Monza, non ce l’ha fatta. I medici alle 15.30 hanno dovuto alzare bandiera bianca. La donna al volante dell’auto è in stato di choc: "Me lo sono vista direttamente sul cofano..." balbetta. Sarà portata in codice verde all’ospedale di Desio. Sul posto sono intervengomo anche i vigili del fuoco con l’autopompa. È la polizia locale di Biassono per i rilievi del caso.

"Mi sono fatta spostare la macchina in coda da un uomo che non avevo mai visto - racconta ancora Alessandra -, in quel momento il mio unico pensiero era tentare di salvare quel ragazzo.... terribile, ho pensato alla sua famiglia (Giacomo aveva un fratello, ): una morte così non riesco mai ad accettarla".