GABRIELE BASSANI
Cronaca

Pedemontana a Seveso, il cantiere risveglia l’incubo diossina: Comuni e ambientalisti in rivolta

I lavori per la Tratta B2 interesseranno l’attuale Milano-Meda, tra Lentate e Cesano, su aree contaminate. Lunedì, alla vigilia del l’anniversario dell’incidente all’Icmesa, si apre il tavolo permanente

Le operazioni di bonifica

Le operazioni di bonifica

Si apre lunedì, alla vigilia della ricorrenza del tragico incidente all’Icmesa di Seveso nel 1976, il Tavolo permanente sui lavori di bonifica da diossina promosso da Autostrada Pedemontana Lombarda nell’ambito dell’avvio dei lavori per la realizzazione della Tratta B2. L’intervento riguarda il tracciato dell’attuale Milano-Meda, da Lentate sul Seveso a Cesano Maderno, caratterizzato dal passaggio su aree contaminate, già oggetto di azioni di bonifica dopo l’incidente di 48 anni fa.

Al Tavolo permanente sono invitati i Comuni di Lentate sul Seveso, Barlassina, Meda, Seveso, Cesano Maderno – il primo cittadino Gianpiero Bocca è rappresentante del Coordinamento dei sindaci della Tratta B2 –, Bovisio Masciago e Desio, oltre ai comitati ambientalisti Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Cittadini per Lentate, oltre ad Ats e Arpa.

Proprio i gruppi ambientalisti hanno diffuso una nota annunciando la loro partecipazione all’incontro di apertura del tavolo permanente, perché "è nostra intenzione tenere sotto osservazione le operazioni di bonifica e l’ottemperanza delle normative da parte dei soggetti esecutori, consci che la bonifica non è e non può essere considerata priva di rischi e che interesserà delle comunità già pesantemente segnate a causa del disastro della diossina dell’Icmesa".

Gli stessi gruppi ambientalisti ricordano che "questa assise nasce da una nostra precisa richiesta e non esaurisce gli obblighi dei soggetti istituzionali e degli esecutori dell’infrastruttura verso la cittadinanza: la nostra presenza è un monito e sarà nostro compito essere attivi affinché vi sia totale trasparenza sulle operazioni di bonifica e adeguati momenti pubblici informativi nei Comuni interessati". Gli stessi comitati ambientalisti del territorio rimarcano anche le loro perplessità sulla scelta della data per la prima seduta dell’osservatorio, il giorno prima della ricorrenza del 10 luglio.

“L’anniversario certifica quanto siamo lontani da una vera transizione ecologica e lo sottolineiamo per evitare equivoci e un inopportuno abbinamento celebrativo che apparirebbe come una strumentalizzazione propagandistica di una tragica vicenda ancora non pienamente metabolizzata", dicono. Restano inoltre tutte le critiche sul progetto che andrà a impattare anche sul Bosco delle Querce di Seveso e Meda, "spazio fisico e tangibile, emblema del risarcimento ambientale", che subirà uno sbancamento di due ettari.

La considerazione finale dei gruppi ambientalisti è piuttosto netta: "La bonifica è un’operazione dovuta in base alla normativa, ma non è rigenerativa, come fu quella che ha portato alla nascita del Parco Naturale del Bosco delle Querce: oggi bonifichiamo per asfaltare, un paradosso imperdonabile".