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La politica si fa anche da casa. Svolta dopo le dimissioni della consigliera mamma

A Monza nuove regole per l’Aula, ma solo in caso di figli piccoli e malattia

La politica si fa anche da casa. Svolta dopo le dimissioni della consigliera mamma

Era il “sogno“ dell’ormai ex consigliera del Pd Francesca Dell’Aquila (nella foto) - finito alla ribalta delle cronache nazionali dopo la forzata decisione di lasciare il consiglio comunale di Monza per l’impossibilità di seguire le sedute consiliari da remoto, in quanto mamma che allatta e cura la sua bambina - ed ora è diventato realtà. D’ora in poi i consiglieri comunali potranno seguire le sedute a distanza, ma solo in caso di maternità, paternità o malattia con prognosi di almeno 28 giorni. L’approvazione, dopo un’accesa seduta consiliare, è arrivata con la votazione nell’ultima assemblea. Si sono espressi a favore tutti i consiglieri, meno Martina Sassoli, Francesco Cirillo, e Desirée Merlini del Gruppo misto e Paolo Piffer di Civicamente, mentre si è astenuta la consigliera di maggioranza Ilaria Guffanti (per una sensibilità alle difficoltà delle mamme non solo per il periodo della maternità riconosciuto dalla legge).

In particolare i consiglieri di minoranza che si sono opposti hanno considerato questa "un’occasione mancata" per estendere a più fattispecie la possibilità di assistere da remoto (nel caso di Piffer addirittura a una libera scelta individuale), anche a seguito del "buon esito di questa forma di partecipazione durante il periodo del Covid". La consigliera Sassoli ha provato, con un Ordine del giorno poi bocciato, a chiedere al sindaco Paolo Pilotto l’equiparazione tra modalità di partecipazione alle riunioni di Giunta (in cui è possibile partecipare da remoto) con quelle del consiglio comunale. Per tutti gli altri consiglieri, invece, la scelta è "equilibrata e ben ponderata", garantendo diritti a chi ha un effettivo bisogno, senza far venir meno il valore aggiunto di una frequentazione in presenza della seduta consiliare.

Alessandro Salemi