La medicina sul territorio. Mancano ancora all’appello sei Case di comunità: "Non si trova personale"

Coi 17 poliambulatori (11 attivati) sono previsti anche tre ospedalini, ma è aperto solo Giussano. Cittadinanzattiva: bisogna lavorare sull’accesso e sulla presa in carico dei cronici.

La medicina sul territorio. Mancano ancora all’appello  sei Case di comunità: "Non si trova personale"

La medicina sul territorio. Mancano ancora all’appello sei Case di comunità: "Non si trova personale"

Il lento e laborioso lavoro di ricucitura del rapporto fra pazienti e territorio. Undici Case della comunità in piedi su 17, l’ultima inaugurata a Besana a fine dicembre, le prime a Vimercate e Giussano a inizio 2022. Un cammino complesso per l’Asst Brianza, fresca di cambio al vertice, che entro il 2026 dovrà mettere a terra altre sei strutture con fondi del Pnrr: oggi all’appello mancano Monza 2 e Monza 3, Agrate, Bellusco, Seregno e Desio. Maglie importanti della rete che dovrebbe alleggerire gli ospedali del carico sopportato prima e dopo il Covid. "Ma il problema è il personale – dice Pippo Natoli, di Cittadinanza Attiva, sportello salute aperto a Vimercate per risolvere i problemi dei malati –. In città ci sono 9 infermieri di famiglia, e a loro si arriva con l’impegnativa del medico di base. Ma se abbiamo aperto le Case per evitare il pronto soccorso e poi passiamo dal dottore... Bisogna lavorare sull’accesso e sulla presa in carico dei cronici che ancora non c’è". Dagli attivisti non arrivano solo critiche: "L’idea di creare presidi lontano dalle corsie è buona, ma il nodo da sciogliere resta sempre lo stesso: servono professionisti. A Vimercate ci sono quattro specialisti, dal cardiologo al diabetologo, le branche più richieste, ma non basta". Parla di "cantiere in corso" per descrivere "l’impegno per completare il quadro" Carlo Tersalvi, direttore generale dell’Azienda. "Sono sincero: credevo peggio. Qui, dietro ai cartelli ci sono contenuti. Abbiamo altri poli da aprire, e lo faremo sicuramente negli altri due anni che la legge ci ha concesso per portare a termine il piano. Le basi sono buone, stiamo cercando di acquisire altre figure professionali, compatibilmente con tutte le difficoltà che sappiamo".

Il disegno nel complesso è pensato per rispondere alla domanda di cure di 850mila abitanti, distribuiti in 52 comuni. Fuori sacco c’è anche la Casa di Arcore, al centro di un tavolo fra la stessa Asst, Ats e la Regione. Secondo il Comune "sarà un’evoluzione del modello seguito finora", perché non ospiterà solo gli assistenti sociali del municipio, ma i Servizi sociali in blocco e altre attività. Nuovo tassello di quel raccordo socio-sanitario sul quale spinge il Pirellone, "in un territorio che invecchia sempre di più". Qualche numero racconta il percorso della nuova organizzazione post-pandemia: nelle 8 Case aperte entro il 5 dicembre scorso – Vimercate, Giussano, Lissone, Cesano, Limbiate, Lentate, Brugherio e Monza – gli accessi sono stati 20mila 521( da fine anno si sono aggiunte Macherio, Nova e Besana). Pochi, o tanti? "I calcoli non sono semplici", avvisa la direzione. Ma per gli sportelli salute sparsi in tutta la provincia, l’Asst ha più di 50 ambulatori, "le cose saranno a posto solo quando per una visita non dovremo più aspettare un anno e a volte anche di più". Stesso discorso per gli Ospedali di comunità, tre previsti, uno realizzato: Giussano.