
Celebrazioni per i 150 anni dell'Impressionismo in Normandia: Monet dipinse la cattedrale di Rouen e Le Havre, luoghi magici ora celebrati nei musei e trasformati in opere d'arte. Le città raccontano la storia, con la cattedrale di Rouen e le falesie di Etretat. Le Havre, moderna città portuale, offre uno skyline che ricorda Manhattan. La scogliera di Etretat si può ammirare dai giardini di Grivko, con una vista eccezionale e un tramonto infuocato a Sainte-Adresse.
Claude Monet dipinse la facciata della cattedrale di Rouen trenta volte. Altri cento dipinti li dedicò alle albe e ai tramonti di Le Havre, alle falesie di alabastro di Etretat e al pontile di Sainte-Adresse. Luoghi magici del nord della Francia oggi ancora più vicini, grazie alle celebrazioni dei 150 anni dell’Impressionismo, movimento d’avanguardia che mosse i primi passi in Normandia. I tributi non mancano nei due musei principali, il Museo d’arte moderna André Malraux a Le Havre e il Musée des Beaux-Arts a Rouen. Ma sono le stesse città a raccontarne l’arte trasformandosi in una grande tela. Affascinato dalla maestosa facciata della cattedrale di Rouen, Monet decise di dipingerla nelle varie ore del giorno, realizzando la serie delle ’Cattedrali’ tra il 1892 e il 1894. Lo fece da un osservatorio privilegiato, un negozio di vestiti per signore affacciato proprio di fronte, dove lavorò dividendo la stanza al secondo piano con un camerino, separato da uno scuro. Impossibile del resto resistere al fascino della più alta cattedrale di Francia costruita dal 1145 e terminata molto più tardi, una summa del gotico, secondo una storia dell’arte che si può leggere da sinistra a destra, passando dalla pura pietra per arrivare alla ’Torre di Burro’, del XVI secolo, in stile gotico fiammeggiante, dal colore più biondo del materiale usato o, secondo un’ipotesi maliziosa, perché realizzata con i soldi delle indulgenze acquistate dagli abitanti pur di non rinunciare ai cibi grassi in Quaresima.
Dentro la cattedrale le tombe del capo vichingo Rollone, primo duca di Normandia, e di Riccardo Cuor di Leone, re d’Inghilterra e Duca di Normandia, fino alla cappella dedicata a Giovanna d’Arco. Il centro storico, un museo a cielo aperto sulle sponde della Senna, si può percorrere grazie a un’audioguida in più lingue che consente di visitare la città in autonomia in 27 tappe dalla Cattedrale alla Torre del Grande Orologio, fino al Parlamento di Normandia e alla Maison Sublime, il più antico monumento ebraico di Francia scoperto durante i restauri dell’antico Palazzo di Giustizia, e alla piazza del mercato vecchio, dove Giovanna d’Arco fu messa al rogo.
Le Havre, tanto dipinta dagli Impressionisti, oggi è una moderna città, con un porto importante affacciato sulla Manica e uno skyline che ricorda la New York degli anni Quaranta e Cinquanta. Una Manhattan sul mare il cui cuore ricostruito da Auguste Perret sulle rovine di un centro raso al suolo dalla guerra è entrato nella lista dell’Unesco. A pochi chilometri, le falesie di Etretat a picco sul mare, a cui Monet dedicò più di cento dipinti. Oggi sulla sua sommità c’è un campo golf di 18 buche con vista mozzafiato a picco sulla spiaggia. Ma c’è un modo sorprendente di ammirare la scogliera di alabastro più celebrata dagli artisti: arrivarci da uno dei giardini più belli del mondo.
Creati dall’architetto paesaggista Alexandre Grivko, offrono una vista eccezionale sulla famosa Aiguille mescolando arte paesaggistica e sculture di land art, in un viaggio sensoriale a 360 gradi fra profumi e suoni. Da non perdere l’infinito tramonto infuocato sulla spiaggia di Sainte-Adresse, a due passi da Le Havre: il piccolo borgo di pescatori, immortalato da Monet e da Corot, oggi ospita locali suggestivi e seconde case sul mare, ma durante la prima guerra mondiale ospitò il governo belga, che qui trovò sede provvisoria dopo l’occupazione dei tedeschi nel 1918.