Indagine sull’edilizia. La minoranza contro Spoto

Il segretario comunale accusato di pesanti insulti nei confronti delle consigliere. Il caso è scoppiato per il reintegro del funzionario sotto la lente della Procura.

Indagine sull’edilizia. La minoranza contro Spoto

Indagine sull’edilizia. La minoranza contro Spoto

Mattone sospetto, in Consiglio volano gli stracci. La minoranza di centrodestra presenta un’interrogazione "sull’opportunità del reintegro del dipendente coinvolto nell’inchiesta" e il segretario comunale sbotta.

Ora, l’opposizione chiede alla sindaca Lisa Mandelli la “testa“ di Mario Spoto. Ma il Comune tace. Seduta ad alta tensione a Usmate Velate con strascico velenoso e minacce di querele in arrivo da tutte le parti e la minoranza uscita dall’aula. Per Lega e Cambiamo insieme quel che "è successo è inaudito: Spoto ha perso il controllo insultando donne e noi, ha investito la consigliera Vanessa Amati con toni da patriarcato". "Grave il silenzio della prima cittadina e delle consigliere presenti durante le esternazioni del segretario – aggiungono le forze di opposizione – una figura istituzionale che dovrebbe garantire imparzialità e che, invece, gridando si è permesso di lanciare insulti e offese a tutta la minoranza. Spoto ha superato il limite con atteggiamenti aggressivi a poche ora dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne".

L’interessato respinge al mittente ogni addebito: "Sono stato diffamato e il dipendente in questione calunniato – spiega –. Hanno definito il mio operato frutto di “scioccante superficialità“ riferendosi al ritorno del funzionario al centro dell’indagine della guardia di finanza e della Procura nel suo ufficio, non con gli stessi incarichi, ma con la stessa mansione. Non si può dire in aula che sarà “quasi certamente condannato“, quando siamo di fronte a una persona per ora indagata. Non è corretto. Lo stop doveva venire dal presidente del Consiglio: quando ho visto che non interveniva, ho ristabilito un minimo di giustizia. È sbagliato parlare in quei termini. Ho solo fatto solo il mio dovere". Di altro avviso il centrodestra, che ha chiesto all’amministrazione di revocargli l’incarico. La vicenda ruota attorno all’inchiesta su una trentina di pratiche edilizie prelevate in Comune dalle fiamme gialle a fine giugno. Permessi a costruire messi sotto la lente dagli inquirenti. Da mesi il piccolo borgo alle porte di Monza è scosso da un’indagine "senza precedenti", ripetono Lega e Cambiamo Insieme, che hanno chiesto spiegazione sul ritorno dell’indagato dalla biblioteca ai suoi vecchi compiti. Il dipendente era stato trasferito fra i libri dopo il blitz dei finanzieri in Municipio.